“Una punta di Sal”. Da Niscemi a Mazara del Vallo, il ciclone non fa sconti…
Piogge intense, siccità prolungate, desertificazione, degrado ambientale, innalzamento del livello del mare, cicloni, tutto ciò costringe alla fuga intere comunità. L'emergenza climatica ci impone di ripensare l'individuo in un mondo che cambia sempre più rapidamente: è tempo di agire per il pianeta. L'emergenza climatica è una situazione di crisi che richiede un'azione immediata e urgente per contrastare il cambiamento climatico, causato dalle attività umane e manifestato da eventi meteo estremi (siccità, alluvioni, uragani), innalzamento del livello del mare e desertificazione, minacciando la vita umana e l'ambiente.
A Niscemi la frana c’era e dormiva: se ne parlava da almeno trent’anni. I residenti, nei TG nazionali, denunciano decenni di “inerzia istituzionale nel prevenire il rischio frana”. Il paese sorge su un sottosuolo instabile di argille e gessi, interessato da frane documentate fin dal Settecento e già riattivate nel 1997. Il fenomeno si è ripresentato negli stessi quartieri, scambiato ancora una volta per un terremoto. Per i cittadini, tra le due frane non è cambiato nulla.
La frana ora è lì e gli sfollati sono già oltre 2000, intanto che il paese scivola verso il precipizio. Niscemi è conosciuta per il carciofo violetto, ma vive di un’agricoltura più ampia e strutturata: oggi la frana mette a rischio non solo le case, ma anche un intero sistema economico. «I geologi dicono che non c’è paragone in tutta Europa – racconta don Giuseppe Cafà, parroco della chiesa del Sacro Cuore – Non c’è mai stato un fenomeno del genere.
Il fronte frana è esteso per circa 4 chilometri, in alcuni punti raggiunge la profondità di 50 metri. Un disastro ambientale, umano, economico, sociale. Il ciclone Harry si è abbattuto con violenza anche sulla provincia di Trapani. A Mazara del Vallo, il 20 gennaio, ha colpito con più forza. Il litorale di Tonnarella, cuore della stagione balneare, è stato devastato dalla furia del mare. Si sono registrate onde alte fino a nove metri. Diversi stabilimenti balneari sono stati distrutti (vedi foto di copertina).
Il lungomare Fata Morgana si è reso impraticabile, coperto da detriti e acqua. “Non si era mai visto nulla del genere”, raccontano titolari dei lidi e residenti, sconvolti da una mareggiata che ha cancellato in poche ore anni di lavoro e investimenti. A preoccupare non sono solo i danni materiali, ma anche le conseguenze future: strutture compromesse, erosione della spiaggia, incognite sulla prossima stagione estiva. «Dio perdona sempre, l’uomo perdona a volte, la Terra non perdona mai».
Così ripeteva spesso papa Francesco, aggiungendo «Dobbiamo custodire la sorella Terra, la madre Terra, affinché non risponda con la distruzione». L’amministrazione comunale di Mazara monitora e quantifica in 7 milioni i danni, ma sembrano pochi rispetto alle macerie che ha lasciato Harry il ciclone, che non ha fatto soltanto danni, ma ha mostrato ancora una volta tutta la fragilità delle coste mazaresi. Per evitare ciò che è successo con il ciclone o quanto meno evitare danni gravi, anni fa, è stato discusso (se ne parlò il 12 dicembre del 2014 in una giornata di studi sull'erosione dei litorali in Sicilia, organizzata dall'Ordine Regionale dei Geologi di Sicilia con il patrocinio del Comune di Mazara, dell'Assessorato regionale Territorio e Ambiente e dell'Università degli Studi di Palermo, e svoltasi al Teatro Garibaldi di Mazara) il progetto di ripascimento della costa di Tonnarella dal geologo/geofisico Roberto Gallo, che mirava a contrastare l'erosione costiera mediante interventi mirati, includendo il posizionamento di sabbia e strutture a protezione della costa.
L'obiettivo era quello di ripristinare la spiaggia e proteggere il litorale da ulteriori danni, azioni che fanno parte di un più ampio quadro di interventi di ingegneria costiera finalizzati alla conservazione del patrimonio paesaggistico. L’obiettivo era quello del ripristino della costa, mitigazione dell'erosione, protezione dalle mareggiate. Il progetto però non è andato avanti. Si disse che sarebbe mancato il finanziamento, alcuni lo sconsigliavano, in sostanza il progetto è annegato tra chiacchiere e polemiche.
Il Comune di Mazara del Vallo, in questi otto anni di sindacatura Salvatore Quinci, ha approvato, all'interno del Piano Triennale delle Opere Pubbliche 2022-2024 e del piano annuale 2022, un progetto di salvaguardia della costa che prevede interventi di ripascimento, a partire dal lungomare.Sono stati pianificati interventi significativi per il contrasto all'erosione costiera e il ripascimento dei litorali, in particolare nella zona di Tonnarella e Lungomare San Vito. Un progetto da 1,9 milioni di euro (Febbraio 2022).
L'intervento prevedeva la collocazione di barriere a circa 100 metri dalla riva, ripascimento artificiale con apporto di materiale sabbioso per rimpinguare la costa. Studi di settore (quelli sulla zona di Tonnarella) evidenziano come l'erosione sia aggravata dalla scomparsa delle praterie di Posidonia oceanica, rendendo necessari ripascimenti per salvaguardare le spiagge. Gli interventi di ripascimento e pulizia della spiaggia devono rispettare le norme ambientali riguardanti la movimentazione della posidonia spiaggiata, che a fine stagione deve essere gestita secondo le autorizzazioni ARTA (Agenzia Regionale per la Tutela dell’Ambiente ).
Bisogna però agire subito. La situazione della costa mazarese richiede un intervento immediato a causa dei gravi danni provocati dalle recenti mareggiate, che hanno devastato il litorale. La Regione Sicilia ha disposto procedure semplificate per consentire interventi rapidi a tutela delle coste colpite dalle mareggiate. Tra gli interventi prospettati, si annovera il ripascimento costiero, finalizzato a ricostruire le spiagge utilizzando materiale idoneo per proteggere il litorale. L'erosione costiera è un problema diffuso in tutta la Sicilia, con i litorali che subiscono alterazioni morfologiche dovute a cause naturali e umane.
È urgente che le autorità locali e regionali attivino in tempi rapidi i piani di intervento per mettere in sicurezza la costa mazarese e prevenire ulteriori degradi, nella speranza che una volta tanto non ci siano fiumi di parole (anche se sono in discussione le elezioni regionali), perché ora occorrono soltanto fatti e atti concreti.
Salvatore Giacalone
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