Trent'anni dalla morte di Giuseppe di Matteo: il ricordo del fratello Nicola

Redazione Prima Pagina Mazara

Trent'anni non sono bastati a lenire una ferita che, per la famiglia Di Matteo, appare ancora vivida come se il tempo si fosse fermato a quel tragico giorno. Nicola Di Matteo ha espresso tutto il suo dolore durante la commemorazione avvenuta nel casolare di contrada Giambascio, a San Giuseppe Jato, luogo in cui il piccolo Giuseppe fu prigioniero per 180 giorni. Il fratello ha ricordato con amarezza che l'ultima immagine felice di Giuseppe risale al giorno prima del rapimento, quando festeggiarono insieme il compleanno di Nicola.

La vicenda di Giuseppe Di Matteo resta una delle pagine più buie della cronaca mafiosa: sequestrato a soli 12 anni, il bambino fu tenuto in ostaggio per 779 giorni prima di essere barbaramente ucciso e sciolto nell'acido. Nicola ha definito il fratello come il bambino che, con il suo sacrificio, "ha sconfitto la mafia", ribadendo la necessità di onorarne la memoria ogni giorno insieme a quella di tutte le altre vittime. Per la famiglia, l'atrocità commessa rimane un atto assolutamente imperdonabile che segnerà la loro esistenza per sempre.