Rianimazione Ospedale di Mazara, UIL FP: "prima di tutto la sicurezza dei pazienti"

Redazione Prima Pagina Mazara

Giuseppe Palermo, Dirigente sindacale UIL FP, e Giorgio Macaddino, Segretario Provinciale UIL FP Trapani, in una nota congiunta scrivono: 

"In questi giorni il dibattito sull’avvio della nuova Terapia Intensiva e Rianimazione dell’Ospedale “Abele Ajello” di Mazara del Vallo ha assunto toni che rischiano di restituire ai cittadini un’immagine distante dalla realtà del lavoro che quotidianamente si sta svolgendo all’interno del presidio e dell’intera Azienda sanitaria.È certamente legittimo chiedere informazioni, pretendere chiarezza e sollecitare tempi certi quando si parla di servizi sanitari. Lo è ancora di più quando si tratta di un reparto fondamentale e lungamente atteso dal territorio.Riteniamo però altrettanto doveroso ricordare che una Terapia Intensiva non è una struttura che può essere semplicemente aperta una volta ultimati i locali.Parliamo di uno degli ambienti assistenziali più complessi e delicati di un ospedale, nel quale ogni elemento – dagli impianti alle apparecchiature, dai dispositivi medici ai farmaci, dall’organizzazione dei percorsi alla disponibilità e preparazione del personale – deve concorrere a garantire una condizione imprescindibile: la sicurezza dei pazienti e degli operatori.Ed è esattamente su questo che, in queste settimane, si sta lavorando senza sosta.In questo percorso riteniamo doveroso riconoscere l’impegno straordinario della Direzione Strategica aziendale e, in particolare, della Commissaria Straordinaria, dott.ssa Sabrina Pulvirenti, che con determinazione sta imprimendo impulso e continuità a un processo organizzativo e assistenziale estremamente complesso, seguendone costantemente l’evoluzione e favorendo il coordinamento delle numerose professionalità coinvolte.Un impegno che trova concreta attuazione nel lavoro quotidiano delle strutture aziendali e, in primo luogo, della UOC di Anestesia e Rianimazione diretta dal dott.

Damiani, impegnata in queste settimane nella delicata costruzione dell’assetto clinico e organizzativo necessario all’avvio della nuova Terapia Intensiva.Perché aprire una Rianimazione non significa semplicemente rendere disponibili dei locali. Significa costruire un sistema assistenziale nel quale devono essere contemporaneamente pronti personale, percorsi, apparecchiature, farmaci, dispositivi medici, tecnologie e procedure, verificando che ogni singolo elemento sia adeguato alla gestione di pazienti in condizioni critiche.È il punto di arrivo di un enorme lavoro corale, nel quale convergono competenze mediche, infermieristiche, farmaceutiche, tecniche, amministrative e organizzative, ciascuna indispensabile affinché ogni aspetto venga verificato e ogni condizione necessaria sia garantita.Solo chi vive quotidianamente l’ospedale può avere piena percezione di quanto questo lavoro sia impegnativo, faticoso e complesso.Dietro ciò che all’esterno può apparire semplicemente come una porta non ancora aperta ci sono donne e uomini che stanno lavorando instancabilmente, affrontando e risolvendo criticità, assumendosi responsabilità e mettendo a disposizione tempo, energie e competenze affinché quella porta possa aprirsi nel più breve tempo possibile, ma soprattutto nelle condizioni necessarie ad accogliere pazienti che, per definizione, si trovano in una situazione di estrema fragilità.Come organizzazione sindacale sentiamo il dovere di rappresentare anche questa parte della realtà.La sanità pubblica deve essere osservata, controllata e, quando necessario, anche criticata.

La critica e l’informazione sono elementi indispensabili di una comunità democratica. Ma altrettanto importante è evitare che la comprensibile attesa dei cittadini venga trasformata in una contrapposizione tra comunità, istituzioni e professionisti sanitari.Perché rappresentare semplicemente questa vicenda come quella di un reparto “inaugurato ma chiuso” rischia di cancellare tutto ciò che sta accadendo dietro quella porta e, soprattutto, di alimentare ulteriormente quella distanza e quella sfiducia nei confronti della sanità pubblica che tutti, ciascuno per il proprio ruolo, dovremmo invece contribuire a ridurre.La nuova Terapia Intensiva di Mazara rappresenta un investimento importante per l’intero territorio e un presidio assistenziale destinato a rappresentare un punto di riferimento fondamentale per la comunità.Per questo non chiediamo che venga aperta un giorno prima.

Chiediamo che venga aperta nel giorno giusto: quando ogni condizione necessaria a garantire la sicurezza dei pazienti e degli operatori sarà stata assicurata.La rapidità è importante. La sicurezza lo è ancora di più.A tutti coloro che stanno lavorando perché questo avvenga nel più breve tempo possibile – dalla Direzione Strategica alla UOC di Anestesia e Rianimazione, fino a tutte le strutture e professionalità aziendali coinvolte – va il nostro riconoscimento e il nostro sostegno.Perché dietro ogni nuovo servizio della sanità pubblica ci sono persone, competenze e responsabilità.

E il loro lavoro, soprattutto quando si svolge lontano dai riflettori, merita di essere raccontato e rispettato".