Presentato a Torretta Granitola il libro “Mare Conteso” di Giuseppe Messina

Redazione Prima Pagina Mazara

Presentato pochi giorni faa Torretta Granitola“Mare Conteso. Il conflitto silenzioso per l’ultima risorsa del mare”, l’ultima fatica letteraria dell’autore Giuseppe Messina.

Si tratta dell’ultimo lavoro editoriale dedicato al mondo della pesca nel Mediterraneo, edito da Lo ScriboEdizioni, insignito del Premio nazionale Peschereccio d’Oro 2026 e lanciato a maggio al Salone Internazionale del Libro di Torino con lo stand della Regione Siciliana.

L’evento è stato organizzato dal Club Nautico Torretta Granitola e da Lo Scribo.it,in una serata torrida,ospitato all'aperto,in uno scenario incantevole: sotto le luminarie e con uno sfondo unico rappresentato dal tramonto sulle barche da pesca.

Alla presenza di un nutrito pubblico interessato, che ha affrontato la calura estiva, la presentazione dell’opera è stata moderata magistralmente dal giornalista Roberto Marrone.

I lavori sono stati introdotti dal presidente del Club Nautico, Toni Maniscalco, che ha portato i saluti istituzionali. A dialogare con l’autore Girolamo Pipitone, presidente del Centro Studi “La Voce”.

Il libro, la cui Prefazione porta la firma autorevole di Gaetano Armao, professore di diritto amministrativo nell’Università di Palermo e Avvocato cassazionista, narra di storie di pescatori tra Sicilia, Tunisia e Libia, divisi dal mare, in perenne conflitto per la cattura delle risorse biologiche nello Stretto di Sicilia.

Le parole chiave del libro sono: Mare, con riferimento al Mediterraneo e Conteso che afferisce al conflitto per la cattura del pesce che si intreccia con le rivendicazioni territoriali, la sovranità nazionale, le delimitazioni marittime e la sicurezza alimentare.

L’opera offre al lettore una profonda riflessione sulle tensioni geopolitiche originate dalla competizione per le risorse ittiche in svariate parti del mondo, con un focus dedicato al bacino del Mediterraneo centrale ed all’eterna problematica legata alla delimitazione degli spazi marittimi nel Canale di Sicilia.

Ed è proprio il prof. Armao che definisce i contorni dell’opera affermando che l’autore affronta la contesa per le risorse biologiche sempre più scarse con un approccio interdisciplinare tra diritto internazionale del mare, relazioni internazionali, geopolitica delle risorse e sociologia delle comunità costiere.

Il libro è composto da quattro parti. Nella prima l’autore effettua una ricognizione comparativa dei principali conflitti ittici a livello globale, rimarcando il deficit strutturale di governance degli spazi marittimi, acuito dalla asimmetria tra il regime giuridico delle zone economiche esclusive e la sua disomogenea applicazione nel Mediterraneo.

La seconda e terza parte sono dedicate alla ricostruzione del settantennale contenzioso tra Italia, Tunisia e Libia per il controllo delle risorse ittiche nello Stretto di Sicilia.

Nella quarta parte Messina affronta il complesso tema dell’evoluzione del regime giuridico degli spazi marittimi, evidenziando l’asimmetria giurisdizionale del Mediterraneo e l’instabilità giuridica conseguenza dell’eterogeneità dei regimi giuridici instaurati dagli stati costieri.

Nelle Conclusioni l’autore critica la politica ed il governo nazionale, reo di aver escluso il Canale di Sicilia dal Regolamento attuativo (DPR n.193/2025) attuativo della legge n.91 del 14/06/2021, istitutiva della zona economica esclusiva nel mar Adriatico, Ionico e Tirreno. E biasima l’approccio politico ed amministrativo dell’Unione Europea che ha soffocato i pescatori italiani operanti nel Mediterraneo con divieti, vincoli e patenti a punti, fallendo nell’obiettivo di ridurre lo sforzo di pesca e distruggendo il bacino industriale peschereccio di Mazara del Vallo, il più importante d’Europa fino agli inizi degli anni ‘90.