Petrosino, sepolto il migrante trovato senza vita sulla di Torrazza: cerimonia interreligiosa al cimitero comunale
Ieri mattina al cimitero comunale di Petrosino è stata data degna sepoltura al migrante ritrovato nella spiaggia di Torrazza il 15 febbraio. La tumulazione della salma é stata seguita da un momento di preghiera interreligiosa e dalla benedizione di Monsignor Angelo Giurdanella che ha presenziato alla cerimonia insieme al Sindaco Giacomo Anastasi, al parroco don Carmelo Caccamo e a suor Alessandra Martin direttrice dell'ufficio Migrantes della Diocesi di Mazara del Vallo. Hanno partecipato alla cerimonia di commiato anche diversi cittadini e rappresentanti di associazioni di volontariato del territorio.
Il corpo senza vita ritrovato sulla costa petrosilena é una delle centinaia di vittime che hanno perso la vita nel Canale di Sicilia nel mese di gennaio. La commossa cerimonia che ha seguito la sepoltura ha voluto restituire dignita alla salma e ricordare le migliaia di migranti che in questi anni hanno perso la vita nel Mar Mediterraneo nel silenzio e nell'indifferenza delle istituzioni e dell'opinione pubblica.
"Quei corpi senza nome sono un richiamo forte alla nostra coscienza - ha sottolineato Mons. Giurdanella nel suo intervento - Ci chiedono di non indurire il cuore, di non abituarci, di non voltare lo sguardo. Ci chiedono di restare umani. Viviamo un tempo in cui la violenza e l’indifferenza sembrano avere preso il sopravvento. È facile cercare spiegazioni, attribuire colpe, rifugiarsi in giudizi sommari. È più difficile fermarsi e riconoscere che ogni vita spezzata è una sconfitta per tutti"."Il mare ci sta resitutendo i corpi dell'ennesima strage nel Canale di Sicilia.
I mille morti invisibili del Ciclone Harry si aggiungono alle decine di migliaia di vite risucchiate nel Mediterraneo in questi anni in un silenzio che ci rende tutti complici e responsabili - ha aggiunto il sindaco Giacomo Anastasi - Con questo piccolo momento di commiato vogliamo provare a restituire a questo corpo martoriato la dignità che non siamo stati in grado di riconoscergli da vivo e ricordare simbolicamente tutte le donne e gli uomini invisibili e senza voce che in questo mare hanno perso la vita".