Operazione “Last Delivery”: sequestrati oltre 200 chili di esplosivo in un laboratorio artigianale nel trapanese
Il territorio di Trapani finisce al centro della maxi operazione nazionale denominata “Last Delivery”, che ha svelato un pericoloso traffico di armi, droga ed esplosivi gestito attraverso spedizioni con corrieri ignari e piattaforme online. Nel corso dei controlli effettuati nella provincia trapanese, i Carabinieri hanno scoperto un vero e proprio laboratorio artigianale (contrada Lenzi, tra i territori di Valderice e Erice), sequestrando ben 210 chilogrammi di materiale esplosivo altamente offensivo già confezionato in oltre duemila ordigni pronti all'uso.
L'operazione ha portato alla scoperta di una postazione informatica per la commercializzazione online degli esplosivi.Questo ritrovamento rappresenta una delle componenti più rilevanti dell'intera indagine, insieme al sequestro di altri 307 chili di esplosivo avvenuto ad Aci Catena, nel Catanese.L'attività investigativa, pur avendo un forte radicamento in Sicilia per quanto riguarda la produzione e il reperimento di materiale pericoloso, si inserisce in una imponente cornice nazionale coordinata dai Carabinieri della Compagnia di Penne.
L’operazione ha coinvolto oltre 250 militari in tutta Italia, portando all'arresto di dodici persone e all'esecuzione di 24 perquisizioni in diverse regioni. Mentre sette provvedimenti cautelari sono stati eseguiti in Abruzzo su ordine del GIP dell’Aquila, altri cinque arresti in flagranza sono scattati proprio durante le operazioni di perquisizione condotte tra la Sicilia, la Puglia e la Liguria.Secondo le ricostruzioni degli inquirenti, il sodalizio criminale era operativo dal 2021 e gestiva un complesso sistema di traffico di cocaina e hashish, con ramificazioni che arrivavano fin dentro il carcere di Pescara.
Parallelamente al mercato degli stupefacenti, l'organizzazione aveva messo in piedi un canale di compravendita di ordigni artigianali ad alto potenziale, utilizzando indirizzi fittizi e utenze telefoniche intestate a soggetti ignari per spedire il materiale in tutta Italia. La pericolosità di questi manufatti, molti dei quali provenienti proprio dai laboratori sequestrati in Sicilia, è confermata dal loro utilizzo in azioni intimidatorie già avvenute nel 2023 a Roma e Formia.L'intera inchiesta ha preso il via nel 2023 dopo l'arresto di un uomo trovato in possesso di numerosi colpi di mortaio artigianali, dando il la a un approfondimento che ha permesso di smantellare una rete strutturata e tecnologicamente avanzata.
I dettagli del blitz sono stati illustrati dal comando provinciale di Pescara, evidenziando come il monitoraggio delle chat criptate e delle videochiamate clandestine sia stato fondamentale per ricostruire la filiera che collegava i centri di produzione siciliani con i distributori e i clienti finali in diverse province italiane.