Mazara, una serata stile “macchina del tempo”: ritorno agli anni ’80 e ’90 tra musica, amicizie e ricordi

Redazione Prima Pagina Mazara

Ci sono serate capaci di trasformarsi in un piccolo viaggio nel tempo. È quello che è accaduto a Mazara del Vallo, dove un gruppo di amici ha deciso di riannodare il filo dei ricordi attraverso una serata “Amarcord” dedicata agli anni ’80 e ai primi anni ’90, quelli dell’adolescenza, delle prime amicizie, delle compagnie inseparabili e di una socialità vissuta ancora senza telefonini e social network.

A rendere possibile l’incontro sono stati i coniugi Riccardo Dado e Ivana Calamia, che hanno accolto gli amici nel loro casolare ristrutturato in zona Archi, immerso in un paesaggio tipicamente siciliano, tra ulivi, vigneti e alberi da frutta. Un luogo ideale per ritrovarsi, stare insieme e lasciare che fossero i ricordi a fare da filo conduttore alla serata. Una sorta di “porta-teco” in cui ciascuno ha contribuito alla convivialità, mentre i padroni di casa hanno fatto gli onori mettendo in tavola ottime pietanze preparate con prodotti siciliani, frutta appena raccolta e una gustosissima sangria preparata per l’occasione.

Ma il vero ingrediente della serata è stata la memoria. Una compilation rock-pop degli anni ’80 e dei primi anni ’90 ha riportato tutti indietro nel tempo, facendo riaffiorare volti, luoghi, episodi e situazioni che appartengono alla storia personale, ma anche alla memoria collettiva di una generazione mazarese. Sono tornati così alla mente i luoghi di ritrovo di quegli anni: piazza Mokarta, cuore delle compagnie e degli appuntamenti, e le discoteche Shakabrah, Narix ed Ecstasy, mete immancabili delle serate e della movida.

E poi il Gabbiano, sul lungomare Hopps, altro punto di riferimento per tanti giovani. Non sono mancati i ricordi legati alla scuola, agli anni del Liceo Classico e dello Scientifico, allora ancora separati, alle amicizie nate tra i banchi e alle tante storie che hanno accompagnato quegli anni. E come dimenticare le interminabili partitelle nei campetti di quartiere? Da San Vito al campo di “Russotto”, fino al cosiddetto “campo dei Diavoli”, nei pressi dell’Hopps Hotel, luoghi che per tanti ragazzi rappresentavano veri e propri punti di riferimento. Un capitolo a parte è stato dedicato all’adolescenza trascorsa tra le barche del porticciolo di San Vito, allora frequentato da giovani e ragazzi e gestito da alcuni personaggi che hanno contribuito a scrivere pagine importanti della storia del Club Nautico Mazarese. 

E proprio parlando di quegli anni è emersa una differenza forse più grande di tutte: come ci si incontrava senza telefonini. Gli appuntamenti erano fissati in anticipo e, una volta usciti di casa, non c'erano messaggi o chiamate a modificare continuamente programmi e destinazioni. Se qualcuno arrivava tardi, gli altri aspettavano. Se un appuntamento saltava, si scopriva direttamente sul posto. Un modo di vivere le relazioni che, a detta dei partecipanti, appariva più spontaneo e meno filtrato. Le amicizie si costruivano guardandosi negli occhi, condividendo tempo e spazi reali. Ci si divertiva ballando con la propria compagnia, incontrandosi in piazza, andando in spiaggia, quando a Tonnarella non esistevano ancora gli attuali stabilimenti balneari ma soltanto i chioschetti, diventati anch’essi luoghi di aggregazione.

Una serata, dunque, che più che celebrare semplicemente la nostalgia per gli anni ’80 e ’90 ha ricordato un modo diverso di stare insieme, quando bastava una canzone, una piazza, un pallone, una spiaggia o un appuntamento concordato per costruire ricordi destinati a durare. A chiudere e rendere ancora più speciale l’atmosfera ci ha pensato la musica dal vivo. Alcuni brani sono stati eseguiti dai giovanissimi Maria Giulia Parrinello al basso ed Ernesto Dado alla chitarra, accompagnati dalla splendida voce di Vita Renda.

E così, tra una canzone, un brindisi, una risata e un aneddoto, quella serata nel casolare degli Archi è diventata una piccola “macchina del tempo”. Per qualche ora gli anni sono sembrati davvero tornare indietro e gli amici di allora, oggi con qualche anno e qualche esperienza in più, sono tornati semplicemente a essere i ragazzi di un tempo, con la stessa voglia di stare insieme e di condividere una storia che, almeno per una notte, nessuno ha avuto bisogno di raccontare attraverso uno smartphone.

Francesco Mezzapelle