Mazara, presentato il libro “L’azione è il polso dell’universo. Vita di don Gaspare Morello"

Redazione Prima Pagina Mazara

Era stracolma l’aula san Carlo Borromeo del Seminario vescovile, venerdì scorso 22 maggio, per la presentazione del libro di Carlo Bronzi, da Fermo, “L’azione è il polso dell’universo. Vita di don Gaspare Morello", organizzata dell’A.N.P.I. di Mazara del Vallo e dalla Biblioteca Diocesana (in copertina foto al termine dell'incontro). A quarantasei anni dalla sua morte il nome di Padre Morello richiama alla memoria di tanti mazaresi la figura poderosa di un prete che ha impresso nella cultura cittadina un segno di forte carattere cristiano, con l’esempio di una vita spesa completamente per l’educazione delle giovani generazioni e la promozione sociale dei lavoratori. 

E’ ricordato ancóra da quanti godettero del suo magistero di docente come “il Preside”, che fece del Liceo Classico e Scientifico “Gian Giacomo Adria” di Mazara del Vallo la perla esemplare degli istituti scolastici della Sicilia. Prete di grandi risorse intellettuali, emulo della lezione di Antonio Rosmini, dell’umanesimo integrale di Jacques Maritain, del personalismo di Emmanuel Munier, del pensiero di matrice cristiana di Maurice Blondel imperniato sul concetto di azione, riversò la grande lezione dell’umanesimo cristiano nel campo della scuola e contemporaneamente nell’azione politica vista come servizio di carità nei confronti dei poveri e dei meno dotati intellettualmente. 

Quando don Luigi Sturzo fondò il Partito Popolare nel 1919, don Gaspare Morello ne divenne attivo segretario politico a Mazara del Vallo, su invito personale dello stesso Sturzo e con il placet dell’autorità ecclesiastica. Condivise e diffuse la concezione sturziana della eticità della politica, da intendere come servizio alla persona e alla comunità e la mise in atto con la grande determinazione del suo carattere libero e volitivo. Chi lo ha conosciuto si è dovuto spesso scontrare col suo fare diretto, deciso, intransigente sui principi, ma ricco di una profonda umanità e carità non finta.

A Mazara del Vallo ha lasciato una eredità smisurata. Andato in pensione da preside nel 1961, si mise a fondare scuole parificate dapprima, divenendone preside, preoccupandosi poi di farle diventare statali. Così fu per L’Istituto Tecnico Industriale, l’attuale Liceo artistico che porta il suo nome, Il Commerciale e il Magistrale “Antonio Rosmini”. Ma non si esaurisce qui l’attività di Padre Morello che nel 1938 entrò in ruolo a Fermo, nelle Marche, per un anno come docente di storia e filosofia e poi preside del locale Liceo “Annibal Caro”. 

Il libro di Carlo Bronzi racconta gli anni fermani di questo prete volitivo e tenace, che si distinse non solo per il ruolo pedagogico svolto al liceo di Fermo, ma anche per il ruolo politico che rivestì nella lotta di liberazione contro il nazifascismo. Una storia che pochi a Mazara del Vallo hanno conosciuto in profondità, anche perché Padre Morello non amava parlare di sé, né vantarsi delle sue imprese. Il libro di Carlo Bronzi è frutto di una ricerca accurata di documenti da parte dell’A.N.P.I.

per mettere in luce le figure marchigiane che guidarono la lotta partigiana contro il nazifascismo. Padre Gaspare Morello ha un posto di rilievo tra questi e a Fermo il suo nome è una istituzione cittadina. Ed è così che Carlo Bronzi, colloquiando con don Leo Di Simone che frequentò padre Morello negli ultimi anni della sua vita – morì il 14 gennaio 1980 a 89 anni d’età – ha raccontato del suo ruolo primario nella lotta partigiana nel fermano, in quanto fu chiamato a ricoprire il ruolo delicatissimo di presidente del CLN (Comitato di Liberazione Nazionale) provinciale.

Unico prete a ricoprire tale ruolo, come il 25 aprile u. s. ha ricordato il Presidente Sergio Mattarella, il cui padre, Bernardo, fu alunno al liceo di Castellammare di Padre Morello. 

«Padre Morello parve l’uomo giusto al posto giusto, con la sua autorità, ma anche con la sua concretezza, col suo essere cattolico, democratico e politicamente laico, con la sua saggezza politica, ma anche con la sua decisione nell’agire contro ogni attendismo. Un prete anomalo…»: così in un passaggio del libro. Dopo i saluti del vescovo di Mazara Mons. Angelo Giurdanella, dei dirigenti dell’A.N.P.I. locale, provinciale e nazionale, si sono succedute tre testimonianze di prima mano, da parte di mons.

Vito Rallo, Nunzio apostolico, di don Leo Di Simone e del prof. Giuseppe Fabrizi, ognuno dei quali ha narrato delle speciali esperienze vissute a fianco del “vecchio maestro” che aprì a tanti giovani le vie della cultura e dell’impegno civile e cristiano. Don Leo Di Simone ha ricordato che l’ispirazione dell’attuale Centro Diocesano “Operatori di Pace” la si deve ad uno scritto dettatogli da Padre Morello pochi mesi prima della sua morte, e riguardante il dialogo interreligioso con l’altra sponda del Mediterraneo.

Un libro, quello di Carlo Bronzi, scritto con passione e dovizia di informazioni, e che merita una lettura attenta per riscoprire la figura di questo eccezionale prete mazarese il cui insegnamento è ancóra attuale per le prospettive di questa città che tanto amò e delle giovani generazioni che possono trarne ispirazione e giovamento. Per i cattolici uno stimolo ulteriore a rinverdire la dottrina e l’opera sociale della Chiesa in cui Padre Gaspare Morello vide il senso e lo scopo del suo sacerdozio.

Don Leo Di Simone