Mazara, nuove analisi e delicati interventi di restauro specialistico per il Satiro Danzante
A quasi trent’anni dal suo eccezionale ritrovamento nelle acque al largo di Mazara del Vallo, il celebre Satiro Danzante si appresta ad affrontare una nuova e delicata fase della sua storia. L'opera bronzea, capolavoro datato tra il IV e il III secolo a.C. e attribuito alla scuola di Prassitele, sarà infatti sottoposta a una serie di analisi e saggi diagnostici approfonditi, affidati all'Istituto Centrale del Restauro.
Una recente ricognizione ha evidenziato alcuni fenomeni di corrosione sulla superficie della statua, rendendo necessari approfondimenti e interventi specialistici mirati alla sua conservazione. La tutela dell'opera è stata affidata al Parco Archeologico di Selinunte, ente competente anche per il museo che ospita la scultura all'interno dell'ex chiesa di Sant’Egidio nel centro storico mazarese.
La decisione ha sollevato discussioni nel panorama culturale: sebbene nel Centro Regionale del Restauro in Sicilia siano presenti professionalità ed esperienze nel settore, l'intervento è stato indirizzato verso enti nazionali, poiché i restauratori della sede palermitana non risulterebbero formalmente riconosciuti per questo specifico tipo di competenza.
I lavori, la cui partenza è prevista per il prossimo autunno, interesseranno anche i locali del museo che custodisce la statua — un'occasione che molti si augurano serva anche a colmare una lacuna storica: la cronica scarsità di cartellonistica e indicazioni turistiche sul territorio, un disservizio che da tempo rende poco agevole l'individuazione e il raggiungimento del sito da parte dei visitatori. Un fondamentale intervento è previsto in vista del 2027, anno che segnerà il trentesimo anniversario dal memorabile recupero del bronzo greco, la cui prima gamba fu pescata per caso nel marzo del 1997 (recupero completo 4 e 5 marzo 1998) dalle reti del peschereccio "Capitan Ciccio" guidato da Francesco Adragna nel Canale di Sicilia.