Mazara, monopattini e bici elettriche "senza freni": soluzioni per evitare pericoli anche nella pista ciclabile?

Redazione Prima Pagina Mazara

La questione della sicurezza stradale legata alla mobilità elettrica a Mazara del Vallo torna a farsi prepotentemente sentire. È un tema che abbiamo già affrontato in un recente passato, ma che oggi assume i contorni di una vera e propria emergenza quotidiana. Monopattini e biciclette elettriche sfrecciano a tutta velocità per le vie cittadine, ignorando sistematicamente il codice della strada e trasformando i luoghi del passeggio in percorsi a ostacoli ad alto rischio per i pedoni.

Il riscontro di questa pericolosità non si limita purtroppo al solo Lungomare Fata Morgana a Tonnarella, ma rigurda ormai l'intero litorale urbano, toccando anche i lungomari San Vito, Hopps e Mazzini; insomma, tutto il lungomare mazarese è ostaggio dell'anarchia delle due ruote elettriche.Il problema non risparmia nemmeno la pista ciclabile sul Lungomare Fata Morgana. Alla luce delle nuove disposizioni comunali, questo spazio viene ormai utilizzato prevalentemente a piedi o in bici da cittadini e turisti per passeggiate e attività fisica.

Diventa quindi spontaneo, oltre che urgente, interrogarsi sull'opportunità di vietare l'accesso ai mezzi elettrici all'interno della pista. Non si tratta di penalizzare la mobilità sostenibile, bensì di fermare quei conducenti che, purtroppo, non rispettano minimamente i limiti di velocità e le regole del buon senso, mettendo a repentaglio l'incolumità di anziani e bambini.La memoria torna inevitabilmente a tragici episodi di cronaca che hanno segnato la nostra comunità, come la dolorosa perdita del 77enne Salvatore Dolce, travolto mortalmente proprio su quel lungomare da un monopattino, o il grave incidente in Corso Umberto I dove a rimanere ferita fu una bambina di soli otto anni.

Fatti che dimostrano come la combinazione tra alte velocità, manomissioni tecniche dei mezzi e assenza di controlli stringenti possa rivelarsi fatale.Proprio sul fronte della prevenzione, l'attenzione è ora rivolta alla data del 16 luglio, quando scatterà l'obbligo nazionale di controlli serrati e stringenti per verificare il rispetto delle normative vigenti e frenare gli abusi.Ma oltre al fronte della sicurezza, la pista ciclabile sconta un grave problema di decoro e manutenzione. È ormai auspicabile e non più rimandabile un piano di pulizia continua dell'intero percorso.

Ad oggi, la presenza di erbacce infestanti e rifiuti di varia natura restituisce un'immagine di abbandono e trascuratezza che svilisce una delle aree più potenzialmente attrattive della città. sistemato così