Mazara, lettera aperta dell'ambientalista Anna Quinci: "la costa che arretra e la politica che non avanza"
Riceviamo e pubblichiamo la seguente lettera aperta dal titolo "La costa che arretra e la politica che non avanza" inviata dall'ambientalista Anna Quinci ruguardante i danni del Ciclone Harry :
Il ciclone Harry ha fatto ciò che la natura fa da sempre: ha mostrato la verità. Ha mostrato quanto sia fragile la fascia costiera sabbiosa di Mazara del Vallo. Ha mostrato quanto sia sottile l’equilibrio tra mare e terra. Ma soprattutto ha mostrato quanto il dibattito politico sia distante dalla sostanza del problema. Da giorni assistiamo a dichiarazioni, rivendicazioni, precisazioni. L’assessore regionale Giusy Savarino riesuma un progetto finanziato nell’ambito del “Programma Operativo FESR Sicilia 2014/2020 – Agenda Urbana, Azione 5.1.1, dedicato agli interventi di messa in sicurezza per l’aumento della resilienza dei territori esposti al rischio idrogeologico e di erosione costiera”. Il Partito Democratico locale richiama alla “verità amministrativa” e pubblica una nota nella quale rivendica con forza il ruolo centrale nella progettazione di quei finanziamenti, sottolineando che tali risorse derivano da un percorso iniziato nella precedente consiliatura, all’interno della prima maggioranza a sostegno del sindaco attuale.
Scende in campo financo la segretaria nazionale Elly Schlein che effettua un sopralluogo a Tonnarella. Il sindaco Salvatore Quinci replica alle accuse e rivendica la titolarità degli atti prodotti affermando che l’erosione costiera e la tutela del litorale non si affrontano «con attacchi politici» ma con «competenza, atti concreti e scelte amministrative solide». Wow! E mentre la politica discute su chi abbia “portato” i finanziamenti del programma FESR, una domanda rimane sullo sfondo: che cosa prevede realmente il progetto per Tonnarella? Secondo la documentazione tecnica dell’intervento, la scelta progettuale dell’Ufficio tecnico comunale non prevede un’operazione di ripascimento dell’arenile, ma la realizzazione di un’opera radente addossata alla scarpata stradale.
Una scogliera che utilizza materiale lapideo proveniente dalle cave nei dintorni di Montevago, la posa di tessuto geotessile e ulteriore materiale lapideo di protezione. Infine il rifacimento del piano viabile e il ripristino dei sottoservizi eventualmente danneggiati. Il cuore dell’intervento è dunque la protezione della strada litoranea, non la ricostituzione dell’arenile, non un ripascimento. In altre parole si consolida la strada. E questa non è una opinione politica. È una constatazione tecnica. Serve ricordare cos’era la spiaggia di Tonnarella? un ecosistema sabbioso ampio, mobile, dinamico, e, avendole imposto, negli ultima decenni, una barriera rigida - una strada fortificata con blocchi in cemento sotto il manto stradale - si è impedito alla costa di arretrare naturalmente e di adattarsi.
Il concetto è semplice, là dove il mare incontra uno zoccolo duro l’energia si concentra, la sabbia viene erosa e la spiaggia scompare, definitivamente! Il progetto finanziato non prevede il ripascimento dell’arenile ma la protezione della strada fronte mare e di conseguenza anche le proprietà private retrostanti. Difendere la strada significa difendere edifici e interessi privati. Non l’ecosistema costiero. Il ciclone Harry non ha distrutto solo una spiaggia, ha messo in evidenza una fragilità culturale: l’idea che il territorio sia uno spazio da piegare, non un equilibrio da comprendere. Il rispetto per Mazara del Vallo non passa dalla rivendicazione dei finanziamenti. Passa dalla capacità di dire la verità ai cittadini: questo progetto non è finalizzato al ripascimento della spiaggia, protegge una strada che non si sa quanto potrà durare.
E finché non si avrà il coraggio di distinguere tra difesa ambientale e difesa patrimoniale, la costa continuerà a perdere metri, e la politica continuerà a bruciare fondi con il sol risultato di emettere fumo, solo fumo mediatico.