Mazara, lettera aperta alla città alla fine del progetto Quarta Parete, officina della Luce. Di Giacomo Bonagiuso
Riceviamo e pubblichiamo al seguente lettera aperta di Giacomo Bonagiuso:
Cara Città natale, sai? È stato un percorso lungo e bello quello che ho avuto il privilegio di poter vivere e coordinare insieme alla Istituzione pubblica dell'Assessorato alle politiche giovanili della Città di Mazara. Il progetto "Officina della Luce" quest'anno dedicato al Maestro Modica. E al Novecento. Un percorso articolato che ha rivelato a 70 giovani studenti degli istituti Superiori "D'Altavilla", "Ferrara" e "Don Morello" il senso profondo della ricerca pittorica su temi importantissimi come quello della luce.
La luce è non soltanto una esperienza visiva, ma un contenitore strabordante, stupefacente, adatto a far da caleidoscopio della contemporaneità. Il Maestro Modica è stato per questo progetto non soltanto un perfetto "complemento oggetto" della nostra investigazione, ma un soggetto che ci ha aperto uno sguardo sulla mente dell'uomo, e sulla capacità di trasformazione delle cose che è l'individuo. O meglio, che l'individuo deve essere, sia come cifra morale che come capacità di interpretazione.
Partendo dalla memoria profonda, Beppe Modica, ha trasmesso ai giovani non solo un insegnamento ma un metodo: appropriarsi delle cose senza riprodurle. Attendere il tempo esatto, il kairós, affinché ciò che è visto diventi immaginato, e quindi creato. Un modello potente per qualunque pensiero, ancor più potente se rivolto al mondo giovanile. Come spesso mi ripete l'Assessore Casale, ci troviamo di fronte ad una semina importante che determina frutti in modo costante; intendere così le politiche giovanili, come avanguardia culturale e come meccanismo di connessione tra chi è parte della storia culturale della nazione e del mondo e chi, a Mazara, studia per potersi permettere un sogno, significa - a mio avviso - cogliere nel profondo la sfida di una Città mittle-europea e mediterranea.
Mazara è entrambe queste correnti: ha lo sguardo lungo del mare che connette popoli e dirime distanze, ed ha la cifra della terra che mette insieme sforzi diversi per concorrere ad un futuro migliore. La progettualità di questo straordinario avamposto che è "Quarta Parete" progetto che da quattro anni impegna le generazioni giovani su temi come la Restanza, il teatro, o la Luce, rimane un profondo segno negli occhi di questi ragazzi che, anche al di fuori degli orari scolastici, sono stati protagonisti con i loro straordinari tutor, Paola Scontrino, Caterina Lo Franco e Francesco Abate, di ragionamenti molto evoluti, oltre ogni media al ribasso; lo testimoniano i loro docu-film, la loro progettazione architettonica e la loro capacità di interpretazione con manufatti e percorsi l'arte magnifica di un maestro del nostro tempo come il mazarese Giuseppe Modica.
Già, mazarese, allorché cittadino del mondo; perché con questo progetto, come già lo scorso anno, vivo con gratitudine il rito raro del riconoscimento: per Maura Gancitano lo scorso anno, filosofa, mazarese, tornata nella sua Città grazie al nostro progetto; per l'immenso Beppe Modica quest'anno, destinatario dello stesso rito. E riconoscerlo significa restituirlo ai giovani. Giovani concreti, attenzione; veri, vigili, reali. Non da cartolina. O "da progettino". Quei settanta che lo hanno amato e che adesso gli danno del Tu.
E di cui anche noi ricordiamo nome e cognome, assai spesso. Serve mettere in rete e a sistema progetti così profondi, perché il domani e oggi, in questi segni di partecipazione; e si vivifica tramite la sinergia che qualcuno, vocato democraticamente a questo, può rappresentare. Le parti dell'orchestra suonano meravigliosamente bene; e questo non può che incoraggiare una sinfonia comune.Era questo che pensavo, cara Mazara e che con questa lettera volevo restituirti.