Mazara, lavori di manutenzione sul metanodotto Transmed: l'ordinanza della Capitaneria di Porto
Il Comandante della Capitaneria di Porto di Mazara del Vallo, C.F. Stefano Luciani, ha emanato l’ordinanza numero 19 del 2026 per disciplinare le attività di ispezione sottomarina e stabilizzazione lungo le condotte del metanodotto Algeria-Italia. Il provvedimento si è reso necessario a seguito della richiesta presentata da Mariconsult S.p.a., che opera in qualità di procuratrice speciale della Transmediterranean Pipeline Company Ltd (TMPC), proprietaria della tratta sottomarina. Le operazioni sono state affidate alla società appaltatrice Fugro GB Ltd e si svolgeranno nel tratto di mare offshore compreso tra Capo Feto e il limite delle acque territoriali di giurisdizione dell’autorità marittima di Mazara del Vallo. Le attività programmate iniziano il 1° aprile 2026 e si protrarranno fino al 30 giugno 2026.
In questo arco temporale, la nave impiegata per i lavori sarà la M/n EDT JANE, un’unità battente bandiera cipriota identificata dal codice IMO 9491410. Gli interventi prevedono la verifica dello stato delle condotte che collegano Capo Bon in Tunisia a Capo Feto attraverso l’utilizzo di un veicolo subacqueo filoguidato di tipo R.O.V.. Oltre all'ispezione, sono previste operazioni di stabilizzazione delle tubazioni mediante la posa di specifiche Filter Units ai lati e sopra le condotte stesse. Dal punto di vista della sicurezza della navigazione, la M/n EDT JANE deve essere considerata a tutti gli effetti una nave con manovrabilità limitata. L’ordinanza impone rigide prescrizioni comportamentali per tutte le altre unità in transito nella zona offshore dello Stretto di Sicilia.
Qualsiasi nave o natante deve mantenere una distanza di sicurezza non inferiore a 3.000 metri dalla M/n EDT JANE. Chiunque si trovi a navigare in prossimità dell'area dei lavori è tenuto a procedere con la massima cautela, riducendo la velocità e attenendosi scrupolosamente alle istruzioni radio fornite dall'unità impegnata nelle operazioni.
Queste operazioni tecniche si inseriscono in un contesto di acceso dibattito pubblico, come evidenziato da un articolo pubblicato lo scorso anno, sulla testata nazionale Altreconomia, che solleva rilevanti questioni ambientali legate proprio al gasdotto Transmed. Nonostante la sua importanza strategica per l'approvvigionamento energetico nazionale, la condotta, realizzata tra gli anni '70 e '80, non sarebbe mai stata sottoposta a una valutazione di impatto ambientale ufficiale. Alcuni studi privati ipotizzano una correlazione tra l'infrastruttura e l'erosione costiera della zona, sebbene una ricerca commissionata dal gestore del gasdotto all'Università di Padova smentirebbe tale legame; tuttavia, lo stesso Ateneo avrebbe dichiarato di non avere conoscenza di tale studio a seguito di una richiesta di accesso agli atti da parte dei giornalisti. Particolare preoccupazione riguarda la prateria di posidonia, un habitat marino protetto e fondamentale per l'ecosistema locale, che potrebbe aver subito danni significativi.
Il naturalista mazarese Enzo Sciabica ha denunciato alterazioni profonde del biotipo locale, segnalando al contempo l'assenza di monitoraggi ambientali a lungo termine. Anche sul fronte istituzionale emergono criticità storiche, come l'assenza delle autorità competenti durante la conferenza decisiva per il rinnovo della concessione nel 2014. Più recentemente, nel 2022, l'amministrazione comunale guidata dal sindaco Salvatore Quinci ha cercato di affrontare la questione nominando un consulente specifico, Fabrizio Hopps.
Quest'ultimo, basandosi su analisi tecniche di esperti, ha formalizzato una richiesta di compensazione economica all'Eni, sostenendo la necessità di un intervento che possa finalmente portare benefici diretti e ristori concreti al territorio di Mazara del Vallo. Purtroppo tale richiesta non avuto seguito, e la questione "metanodotto" rimane sospesa...