Mazara, incontro su Referendum Giustizia, i magistrati Sucameli e Vella hanno spiegato le ragioni del “NO”
Circa trecento persone nella serata di sabato 7 febbraio presso la sala assemblee della Parrocchia di San Lorenzo a Mazara del Vallo hanno assistito all’incontro riflessione intitolato “Separare e sorteggiare: a chi giova cambiare la Costituzione? Il bivio del referendum costituzionale” organizzato dalle parrocchie di San Lorenzo e San Pietro di Mazara del Vallo, in collaborazione con l’Associazione San Lorenzo e Miragliano. L'incontro, moderato dall’avv. Valentina Piraino, ha visto la partecipazione dei magistrati mazaresi Salvatore Vella e Francesco Sucameli (vedi foto da scattata nel corso dell'incontro) i quali, supportando le ragioni del perché votare “NO”, hanno analizzato in maniera professionale ma anche semplice le implicazioni della consultazione referendaria del 22 e 23 marzo approfondendo i temi legati alle possibili riforme della Carta Costituzionale e il loro impatto sul sistema della giustizia.
Il dott. Sucameli, magistrato contabile dal 2011, professore di Diritto Costituzionale e già funzionario dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato e coadiutore, in area vigilanza bancaria, presso la Banca d'Italia, ha spiegato tecnicamente, con il supporto di alcune slides, il referendum costituzionale confermativo, cioè un voto popolare per dire sì o no alla modifica della Costituzione (agli articoli 87, 102,104 e 105) approvata dal Parlamento riguardo all’ordinamento giudiziario.
Ricordiamo che in questo tipo di referendum non c’è quorum: il risultato è valido indipendentemente dall’affluenza, e vince la maggioranza dei voti validi. Con il referendum si vota SI per confermare la riforma costituzionale approvata dal Parlamento, “NO” per respingere la riforma e mantenere l’assetto costituzionale attuale. La riforma interviene sull’ordinamento della magistratura prevedendo: la “separazione delle carriere”, cioè che i magistrati dovranno scegliere all’inizio della carriera se essere giudici o pubblici ministeri (pm) e non potranno più passare da un ruolo all’altro, la creazione di due Consigli Superiori della Magistratura (l’attuale unico CSM coordina sia giudici che pm, se la riforma passa ne nasceranno due distinti — uno per i giudici e uno per i pubblici ministeri — con ruoli di autogoverno separati); la creazione di un’Alta Corte disciplinare, un nuovo organismo (composto da professionisti, magistrati e avvocati tramite sorteggio) si occuperà delle questioni disciplinari dei magistrati.
Francesco Sucameli al termine del suo articolo intervento ha sottolineato il “rischio di politicizzazione e di squilibri fra il potere esecutivo e giudiziario con la Riforma.
“Il rischio principale –ha sottolineato- deriva dal controllo politico sui due CSM mediante gli spazi aperti dall’art. 102 con la legge ordinaria e dallo squilibrio nei metodi di sorteggio nell’art. 104. Idem sulla giustizia disciplinare. Il rischio di politicizzazione della giustizia avverrebbe attraverso: 1) Delega in Bianco alla legge ordinaria sulle carriere con art. 102 e 108; 2) Squilibri nei sorteggi di CSM e Alta Corte (Sorteggio temperato per laici e sorteggio secco per magistrati causano problemi di trasparenza e accountability); 3) Potere del presidente dell’Alta Corte (Il presidente controllato politicamente decide la composizione dei collegi senza criteri definiti o proporzionali); 4) Limitazioni nei ricorsi (Le sentenze disciplinari possono essere impugnate solo davanti alla stessa Alta Corte, riducendo le opportunità di appello. Il magistrato l’unico funzionario, inoltre, che risponde per colpa grave).
Il dott. Salvatore Vella, già procuratore aggiunto presso il Tribunale di Agrigento dal 2018, dal luglio 2024 Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Gela, ha spiegato: “Non è una questione proprio semplice da raccontare. Il suggerimento che do e di andare a votare, è sempre un esercizio di democrazia, sia per chi vuole votare SI che per chi vuole votare NO, non bisogna restare a casa e far decidere gli altri. Dopo di che ho la mia opinione. Io personalmente –ha spiegato Vella- sono per il NO, perché ritengo che questa sia una modifica della Costituzione, che è costosa, perché fino adesso c'è stato un CSM e si creeranno due autorità in più con tutto l'assetto amministrativo in più.
Quindi saranno soldi spesi per i cittadini per queste altre due autorità che fino adesso non c'erano. E poi penso che sia addirittura dannosa una modifica che c'è che tende verso una disciplina più autoritaria e quindi meno garantista nei confronti dei diritti dei cittadini e per questo io ritengo che sia importante andare a votare. Per quello che mi riguarda io voterò NO”.
Don Giuseppe Alcamo, parroco della Chiesa di San Lorenzo, ha commentato così l’incontro-dibattito: “sabato sera abbiamo vissuto un incontro culturale sul prossimo referendum, altamente significativo e formativo. L' onestà culturale e l' apertura mentale dei due relatori ci hanno permesso di respirare a pieni polmoni cosa significa fare lo sforzo di andare oltre i luoghi comuni e gli schieramenti di parte. Sento il bisogno di ringraziare i due relatori, i magistrati Salvatore Vella e Francesco Sucameli, l'avvocato Valentina Piraino che ha moderato l'incontro con maestria e i numerosi partecipanti che con grande attenzione sono entrati dentro il travaglio della ricerca del bene comune.
Un grazie particolare va a tutti gli operatori pastorali che si sono prodigati per la realizzazione dell'evento. Veramente grazie per come state aiutando le nostre comunità parrocchiali ad essere "sale e luce" in questo territorio. Le nostre comunità parrocchiali, San Lorenzo e San Pietro, con l'associazione San Lorenzo-Miragliano hanno il dovere, in forza della fede, di offrire occasioni per maturare una consapevolezza civile e sociale. La fede non può mai essere un atto intimistico.
Una fede che non incide sulla cultura e che non promuovere i valori umani ha tradito la logica dell'Incarnazione assunta da Dio stesso con Gesù Cristo. In questa direzione dobbiamo ancora camminare in collaborazione, aprendoci sempre più sul territorio e allargando la partecipazione”.
Francesco Mezzapelle