La "fuitina" dei pavoni: da Punta Marina a Mazara, l’amore ai tempi del guano

Redazione Prima Pagina Mazara

In un’Italia dove ormai è più facile cambiare identità che cambiare gestore telefonico, due pavoni hanno deciso di compiere il gesto più rivoluzionario del nostro tempo: sparire senza aprire un podcast, senza annunciare “un nuovo percorso personale” e senza finire ospiti a La Vita in Diretta a spiegare quanto sia stato “un viaggio dentro sé stessi”.

Sono fuggiti da Punta Marina, località romagnola ormai controllata da una colonia di pavoni che da anni semina il panico tra residenti, automobili e cicli del sonno. Tra urla notturne degne di un esorcismo, tetti devastati e guano distribuito sui marciapiedi con disciplina paramilitare, due esemplari hanno scelto una strada diversa: l’amore.

Una vera fuitina. E non una fuitina qualsiasi: una fuitina in perfetto stile siciliano.

Il destino li ha portati fino a Mazara del Vallo. Come se due pavoni romagnoli avessero studiato antropologia del Sud Italia e deciso: “Se dobbiamo scappare insieme, facciamolo rispettando le tradizioni locali”.

Nella Sicilia di un tempo, infatti, la fuitina era la fuga romantica di due innamorati ostacolati dalle famiglie. Ci si organizzava con bigliettini, parenti complici, zie compiacenti e case isolate dove trascorrere la notte fatidica. Poi arrivavano scandalo, urla, parenti inferociti e infine il matrimonio riparatore.

Nel caso dei pavoni, invece, tutto sarebbe nato dopo l’ennesima crisi nella colonia di Punta Marina. Lui, esasperato dal dover attaccare il proprio riflesso sulle Panda parcheggiate. Lei, stanca dei maschi che aprivano la ruota davanti a qualsiasi superficie cromata come cinquantenni in camicia di lino davanti a un aperitivo sul porto. Così hanno deciso di fuggire verso Sud, lontano da assemblee condominiali, censimenti comunali e pensionati armati di scopa.

A Mazara del Vallo sono diventati subito leggenda urbana. Passeggiano sul lungomare San Vito come una coppia in luna di miele finanziata con qualche bonus statale uscito male. Camminano lenti, eleganti, innamorati: lui apre la ruota davanti al tramonto come un cantante neomelodico nel momento più drammatico di un videoclip; lei lo osserva con l’espressione di chi ha ormai capito che i maschi fanno tutti le stesse cose, anche quando hanno le piume.

I cittadini li guardano commossi. Alcuni giurano di averli visti contemplare il mare zampa nella zampa. Altri sostengono che conoscano già Mazara meglio di certi turisti che arrivano, mangiano cous cous, fotografano due vicoli e poi scrivono “Sicilia autentica” sui social dopo quarantotto ore passate esclusivamente tra B&B e aperitivi.

Ma la loro presenza rischia già di creare tensioni diplomatiche con la vera forza dominante del territorio mazarese: i gabbiani. Una tribù organizzata e aggressiva che da anni controlla cieli, tetti, porti, sacchetti della spazzatura e soprattutto qualunque panino lasciato incustodito per più di sette secondi. I gabbiani di Mazara non sono celebri per la loro apertura multiculturale e pare tollerino malissimo questa improvvisa immigrazione ornamentale. Secondo alcuni residenti sarebbero già iniziate le prime intimidazioni: voli radenti, urla territoriali e lunghi sguardi minacciosi dai lampioni del lungomare.

Del resto i gabbiani, abituati a una gestione spartana del territorio, vedono questi pavoni colorati come certi turisti: rumorosi, appariscenti e convinti che basti una bella presenza per integrarsi. E la preoccupazione cresce per un motivo molto semplice: tutti temono che la fuitina non si fermerà ai due innamorati. Perché quando due pavoni iniziano a passeggiare romantici al tramonto, fissarsi negli occhi e aprire la ruota ogni tre minuti, il rischio è evidente. Prima o poi metteranno su famiglia.

A quel punto Mazara del Vallo potrebbe ritrovarsi davanti a uno scenario imprevedibile: da una parte i gabbiani, organizzati come una vecchia curva ultras; dall’altra una nuova dinastia di pavoni pronta a conquistare tetti, piazze e marciapiedi a colpi di piumaggio, richiami notturni e atteggiamenti passivo-aggressivi.

In pratica, una guerra fredda combattuta a colpi di guano. Naturalmente la storia dei due pavoni innamorati ha già assunto toni epici. I mazaresi parlano di amore libero, ribellione romantica e integrazione interspecie. C’è persino chi aspetta soltanto il collegamento in diretta con La Vita in Diretta, con l’inviato sul posto pronto a chiedere ai residenti:

“Secondo voi questi due pavoni rappresentano la crisi delle relazioni moderne?” E a ben vedere, questi due pavoni stanno facendo esattamente ciò che fanno molti trentenni italiani: lasciare una località rumorosa per trasferirsi al Sud convinti di poter vivere con poco, respirare aria buona e aprire qualcosa “legato al territorio”.Si dice infatti che stiano valutando un progetto di ospitalità romantica chiamato Ruota & Relax, il primo campeggio di lusso gestito interamente da volatili. Previsti aperitivi vista mare, meditazione al tramonto e corsi intensivi su come riconoscere il proprio riflesso senza prenderlo a beccate.

La differenza tra loro e gli esseri umani è che almeno i pavoni non fingono di farlo “per ritrovare sé stessi”.Loro vogliono solo stare insieme, mangiare qualcosa e urlare alle tre di notte senza essere giudicati. Che poi, a pensarci bene, è il sogno segreto di qualunque coppia italiana.

Giacomo Cuttone