Il mondo della moda piange Valentino, il suo "ultimo imperatore"

Redazione Prima Pagina Mazara

Si è spento a 93 anni Valentino Garavani, gigante dell’haute couture internazionale e simbolo assoluto dell’eleganza italiana nel mondo. Con lui scompare non solo il fondatore dell’omonima maison, ma un intero universo di glamour, lusso e bellezza che ha segnato oltre mezzo secolo di storia della moda.

Valentino Clemente Ludovico Garavani, nato a Voghera l’11 maggio 1932, amava il fasto e la perfezione, Roma e il suo rosso inconfondibile. Ed è proprio a Roma, la città dove aveva lasciato il cuore pur scegliendo Parigi come palcoscenico privilegiato delle sue sfilate, che si è spento oggi, serenamente, nella sua residenza sull’Appia Antica, circondato dall’affetto dei suoi cari.

La camera ardente sarà allestita mercoledì e giovedì, dalle 11 alle 18, nella storica sede della maison in piazza Mignanelli, a pochi passi da piazza di Spagna. I funerali si terranno venerdì alle 11 nella Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri. Proprio in piazza Mignanelli, nei primi anni Sessanta, Valentino aveva aperto l’atelier più ambito dalle lady del jet set internazionale, trasformando quel luogo in un tempio della moda.

Se l’atelier romano è rimasto un punto fermo, la storia del marchio ha conosciuto diversi passaggi di proprietà: dalla vendita alla tedesca Hdp nel 1998, al Gruppo Marzotto nel 2002, al fondo Permira e poi, nel 2007, alla sceicca Sheikha Mozah, moglie dell’emiro del Qatar. L’ultimo capitolo è del 2023, quando il gruppo Kering ha acquisito il 30% del capitale per 1,7 miliardi di euro, con l’opzione di arrivare al controllo totale entro il 2029.

Sempre al civico 23 di piazza Mignanelli, nel febbraio 2025 Valentino e il suo storico socio Giancarlo Giammetti hanno inaugurato la Fondazione Garavani Giammetti, dedicata alle mostre di arte e moda e al sostegno dei giovani stilisti. L’ultima esposizione, inaugurata il 18 gennaio, è “Venus – Valentino”, vista attraverso gli occhi dell’artista portoghese Joana Vasconcelos. Solo ieri, invece, è stata aperta al pubblico un’ulteriore mostra negli spazi di PM23, sempre nella sede romana della fondazione.

Valentino non ha mai davvero lasciato il suo lavoro. “Disegna abiti anche la notte”, raccontava nel 2007 Giammetti, socio ed ex compagno di vita. Lo stilista rivendicava uno stile rigoroso anche nella vita privata: “È una questione di stile”, diceva, spiegando il suo rifiuto di ogni forma di ostentazione. Coerente fino in fondo, rimase fedele alla sua idea di moda, lontana dal minimalismo e dal grunge: “Un’offesa alle donne”, sosteneva, perché lui le voleva eleganti, impeccabili, regali.

Il suo addio alle passerelle, celebrato a Roma, fu un evento senza precedenti: tre giorni di feste sfarzose che nel 45° anniversario della maison trasformarono la città eterna in un teatro del lusso. Retrospettiva all’Ara Pacis, sfilata di alta moda a Santo Spirito in Sassia, galà al Tempio di Venere con il Colosseo sullo sfondo, scenografie curate dall’Oscar Dante Ferretti e, infine, un ballo memorabile al Parco dei Daini di Villa Borghese, con concerto di Annie Lennox. Mille invitati danzarono fino all’alba; Valentino era al centro della scena, circondato da Caroline di Monaco, Claudia Schiffer, Mick Jagger e altre icone internazionali.

Una festa kolossal che gli valse definitivamente il soprannome di “Ultimo Imperatore”, lo stesso che diede il titolo al docu-film "Valentino: The Last Emperor di Matt Tyrnauer. presentato nel 2008 alla Biennale del Cinema di Venezia. Nel 2011 aveva sfilato sul Red Carpet per W.E. di Madonna.

La carriera di Valentino affonda le radici negli anni Cinquanta, tra Milano e Parigi. Dopo gli studi di figurino e di francese, frequentò l’École de la Chambre Syndicale de la Couture e collaborò con Jean Dessès e Guy Laroche. Nel 1957 fondò la sua casa di moda con il padre, ma fu l’incontro con Giancarlo Giammetti, allora studente di architettura, a segnare la svolta decisiva: Valentino si dedicò alla creatività, Giammetti alla gestione finanziaria.

Dal trionfo a Pitti Moda Firenze nel 1962, alla creazione dell’abito da sposa di Jacqueline Kennedy per le nozze con Onassis, fino all’espansione globale delle boutique e al lancio del profumo nel 1991, la sua ascesa fu inarrestabile. Nel 1990 fondò con Giammetti l’associazione L.I.F.E. a sostegno della ricerca sull’Aids, confermando una sensibilità che andava oltre la moda.

Dopo di lui, la maison è passata nelle mani di grandi direttori creativi: da Alessandra Facchinetti a Pierpaolo Piccioli e Maria Grazia Chiuri, fino all’attuale direzione di Alessandro Michele. Ma l’impronta di Valentino resta inconfondibile. Con la sua scomparsa se ne va l’ultimo grande imperatore dell’haute couture, un uomo che ha fatto della bellezza una missione e della moda un’arte eterna.