Gibellina Capitale dell’Arte Contemporanea 2026: inaugurazione ufficiale con il ministro Giuli
Gibellina scrive una nuova pagina della propria storia e lo fa nel segno dell’arte e della rinascita. Con l’inaugurazione ufficiale di “Gibellina Capitale Italiana dell’Arte Contemporanea 2026”, alla presenza del Ministro della Cultura Alessandro Giuli (in foto accolto dal sindaco Salvatore Sutera dal prefetto di Trapani Daniela Lupo al suo arrivo) e delle più alte autorità nazionali, regionali e locali, la città simbolo del terremoto del 1968 diventa oggi uno dei principali poli culturali del Paese. Un risultato che affonda le radici nella collaborazione istituzionale tra Governo nazionale, Regione Siciliana ed enti locali.
A sottolinearlo è stato l’on. Stefano Pellegrino, capogruppo di Forza Italia all’ARS, che ha definito il riconoscimento «non un punto di arrivo, ma il frutto di una strategia politica precisa per valorizzare i territori feriti». «Gibellina è un simbolo di resilienza e rinascita – ha dichiarato Pellegrino – la dimostrazione che dalle tragedie possono nascere nuove energie vitali. Il titolo di Capitale 2026 sarà un volano di sviluppo, capace di generare turismo, attenzione e nuova economia per tutta la Sicilia».
Il capogruppo ha poi evidenziato il ruolo centrale degli investimenti pubblici: «La cultura è diventata lo strumento per trasformare il dolore in bellezza e innovazione, creando sviluppo duraturo».
Sulla stessa linea il presidente del Libero Consorzio Comunale di Trapani, Salvatore Quinci, che ha parlato di «apoteosi di un’idea» e di un percorso che affonda le radici nella visione di Ludovico Corrao. «Gibellina 2026 non deve essere considerata un evento isolato – ha spiegato – ma l’atto fondativo di una nuova storia del territorio, fondata su competenza, trasparenza e responsabilità».
A ribadire il valore simbolico dell’iniziativa anche Paolo Amenta e Mario Emanuele Alvano (ANCI Sicilia), che hanno definito la cultura «un atto di resistenza» e Gibellina un esempio di come una ferita possa trasformarsi in linguaggio universale.
Il progetto “Portami il Futuro”. Sostenuto da Regione Siciliana, Comune di Gibellina, MAC e Fondazione Orestiadi, il progetto si sviluppa attraverso un impianto curatoriale articolato. Direttore artistico è Andrea Cusumano, affiancato dai co-curatori Cristina Costanzo ed Enzo Fiammetta e da un comitato scientifico di rilievo internazionale.
Il programma inaugurale
Giovedì 15 gennaio 2026 La giornata di apertura è dedicata al tema del Mediterraneo e al ruolo di Gibellina come “città frontale”.
- Inaugurazione della mostra “Dal mare. Dialoghi con la città frontale” al Teatro di Pietro Consagra, con opere di MASBEDO e Adrian Paci.
- Apertura della mostra “Colloqui”, dedicata a cinque protagoniste dell’arte italiana: Carla Accardi, Letizia Battaglia, Renata Boero, Isabella Ducrot e Nanda Vigo.
- In serata, concerto della Banda del Sud alla Sala Agorà, omaggio musicale al Mediterraneo.
Venerdì 16 gennaio 2026 Il secondo giorno è incentrato su territorio e sacralità.
- Installazione “Austerlitz” di Daniele Franzella nella Chiesa di Gesù e Maria.
- Mostra “Generazione Sicilia. Collezione Elenk’Art” al MAC – Museo d’Arte Contemporanea Ludovico Corrao.
- Gran finale in Piazza 15 Gennaio 1968 con il concerto di Max Gazzè, accompagnato dalla Calabria Orchestra per il progetto Musicae Loci.
Un laboratorio culturale per il Mediterraneo. Con un finanziamento statale di un milione di euro e il supporto della Regione Siciliana, Gibellina si prepara a dodici mesi di mostre, residenze d’artista, festival e interventi di riqualificazione urbana. L’obiettivo è chiaro: dimostrare che l’arte non è un lusso per pochi, ma uno strumento concreto di crescita democratica, economica e sociale. Come ha ricordato Quinci, «Gibellina 2026 deve essere uno strumento, non un traguardo». Il primo capitolo di una storia nuova, che affonda nella memoria ma guarda con decisione al futuro.