Giacomo Modica, un mazarese in Conference League. L'intervista

Redazione Prima Pagina Mazara

La leva calcistica mazarese si fa strada anche in Europa. Mister Giacomo Modica, che da calciatore aveva vestito le maglie di Acireale, Messina, Palermo, Atletico Catania, Ternana e Padova e da allenatore si è seduto sulle panchine di Celano, Messina, Cosenza e Avezzano, nonché già secondo di mister Zdenek Zeman in diverse affascinanti avventure quali Napoli, Cagliari, Roma, Salernitana, Brescia e Fenerbache, calcherà il palcoscenico della Conference League con i maltesi dell’Hamrun Spartans, qualificati nella competizione UEFA dopo la vittoria all’andata per 1-0 e il pareggio al ritorno per 2-2 maturati nei preliminari contro i lettoni del Rigas.

Sul cammino di mister Modica nella Phase con inizio il 24 settembre, dall’urna di Montecarlo sono state sorteggiate squadre del calibro di Shaktar Donetsk, Lincoln Red, Losanna, Shamrock Rovers, Jagellonia e Samsunspor. Un traguardo già di enorme importanza per tutto l’entourage maltese, ma che può essere di certo da stimolo per una società libera di fare calcio vero. 

Mister Giacomo Modica, la qualificazione alla Conference League Phase, aggiunge un ulteriore brillante alla corona della sua carriera che illumina anche tutta una comunità, quella maltese, che si appresta a calcare il palcoscenico europeo?

Come Hamrun Spartans ci siamo presi le soddisfazioni che questo ambiente merita, sempre carico di entusiasmo, contornato da grandi supporters, pronti a spostarsi numerosi per seguire la squadra e che in più di 250 sono venuti a sostenerci anche in Lettonia. Personalmente penso di interpretare il sentimento dell’intera nazione, a tutta Malta infatti fa piacere di avere una squadra che la rappresenta in Europa e sono felice di farli godere questo traguardo insieme a tutto il mio staff, dal magazziniere ai miei collaboratori, e soprattutto grazie al lavoro di una società importante e a giocatori stupendi, che, con i loro limiti ma anche con i loro pregi, hanno ottenuto un meritatissimo e importante risultato”.

E’ un segnale che costruire calcio si può, a qualsiasi livello, partendo da un progetto serio?

Certamente, un deterrente fondamentale per la crescita di tutto l’ambiente maltese. Questo club, ha un grande senso di appartenenza, costruisce ogni anno dei progetti straordinari, con 4 campionati vinti negli ultimi 5 anni, riuscendo sempre a qualificarsi per l’Europa. È un percorso che parte da lontano e quello di oggi rappresenta uno scatto in più fatto della nostra professionalità che ci ha permesso di entrare nella storia”.

Cosa secondo Lei cosa fa la differenza a determinate latitudini quando si vuole realizzare un progetto vincente?

“Gettare le basi con giocatori che possono essere allenati per queste competizioni. Il nostro è un lavoro che quest’anno, dopo il ritiro dell’8 giugno, ha conosciuto diverse tappe e diverse scelte. In tanti hanno rifiutato questa destinazione, altri giocatori di qualità tecnica importante e alta professionalità sono stati confermati. Un insieme di componenti che testimoniano di una giusta interpretazione fatta dalla società, che con pazienza e grande professionalità si è rimboccata le maniche nel preparare l’approccio ad una nuova ed intrigante stagione. Io posso dirmi contento di quanto mi è stato messo a disposizione così come dei grandi professionisti che ho allenato fin qui”.

A condividere con Lei questa esperienza anche giocatori che in passato ha già allenato

“Fra quelli che sono arrivati, uno in particolare, difensore, italiano, che conosco da 4 anni, che sono fiero di aver allenato, sul quale ho creduto molto e che sta ritrovando progressivamente un suo equilibrio, quale è Polito. Autore di 4 gol di cui uno su rigore nel preliminare Champions e artefice di prestazioni tutte in crescendo. Ma tutta la squadra si sta comportando bene formando un gruppo fantastico fatto di ottime individualità”.

Questo traguardo potrebbe ingolosire la società è spingerla a provare il grande passo, costruendo un gruppo che non disputerà la Conference League da semplice “Cenerentola”?

“Penso che la società è vigile e consapevole di aver fatto una grande impresa, ma se vogliamo alzare l’asticella occorre migliorare la qualità attraverso sia investimenti sul piano economico, sia la ricerca di giocatori con la volontà di venire a giocare a Malta. L’Europa apre dei portoni, ma occorre sempre tenere presente il lato economico che possa coadiuvare le potenzialità di questo club. Per quanto ci riguarda siamo più che felici di esserci affacciati in Europa, con la possibilità di dimostrare che anche a Malta si può fare calcio senza farci battezzare come un materasso continentale qualsiasi, ma con l’obiettivo di recitare dignitosamente la nostra parte”.

E se la volontà di venire a giocare a Malta fosse quella di un big…? 

“Non siamo alla ricerca di big per un ritorno economico o di immagine ma, se un giorno ci fosse la possibilità di affiancare un big al nome dell’ Hamrun Spartans, dovrà essere un big che possa esserci realmente d’aiuto. Gente con la ‘pancia vuota’ e con tutti quei requisiti che possano fare al caso nostro. Il nostro obiettivo è sempre quello di fare bella figura, dopo essere arrivati dove nessuno pensava. Se prendere un big significa far svenare la società, snaturare la squadra e creare malumori nello spogliatoio, conviene andare avanti con i giocatori che abbiamo e con altri profili. Chiunque voglia vestire la nostra maglia, deve essere all’altezza del nostro progetto”.

Cosa ne pensa del gruppo di squadre che adesso vi attendono in questa avventura?

Certo non c’è da stare allegri…Pensavamo di incontrare la Fiorentina per una sfida dal grande fascino, ma abbiamo pescato dall’urna squadre come Shaktar, Jagellonia e Losanna. Insomma, un gruppo di formazioni che apparentemente sembrano meno peggio di tante altre, ma in Europa tutte sono forti e occorre prepararsi bene per affrontarle al meglio ed avere rispetto di tutte”.

Che cammino si aspetta in questa competizione? Quali potrebbero essere le difficoltà?

“Il fatto di esserci qualificati è già di per se un grande traguardo. Sicuramente pagheremo dazio come prima esperienza al cospetto di squadre già formate, ma sicuramente il fatto di giocare la Conference League rappresenta un motivo di crescita per buttare le base per i prossimi anni, proseguendo attraverso un percorso che è già stato tracciato in passato. Le fondamenta per alzare la nostra qualità contro squadre di livello ci sono tutte e, per farlo, e la cosa più importante è pensare di proseguire crescendo step by step”.

Tommaso Ardagna