Emergenza crack: a ​Custonaci inaugurato il CPA dell’Asp. A Mazara i numeri restano allarmanti

Redazione Prima Pagina Mazara

L'inaugurazione del Centro di Pronta Accoglienza (CPA) di Custonaci, avvenuta lo scorso lunedì 5 gennaio, segna un punto di svolta fondamentale per la sanità trapanese e, di riflesso, per la realtà di Mazara del Vallo. La struttura di via Scurati rappresenta il primo braccio operativo della Legge Regionale n. 26/2024, nota come "Legge anti-crack", configurandosi come una risposta istituzionale non più rimandabile di fronte a un’emergenza sociale che sta colpendo duramente ogni comune della provincia.

Il centro dispone di 12 posti letto destinati a una permanenza intensiva della durata massima di 30 giorni, sotto la gestione del Dipartimento di Salute Mentale. Per garantire un’assistenza completa, la struttura conta su un’equipe multidisciplinare composta da un medico, tre psicologi, sei infermieri, sei operatori socio-sanitari, terapisti della riabilitazione e un assistente sociale, con l’obiettivo finale di traghettare gli ospiti verso un effettivo reinserimento lavorativo. L'attivazione di questo presidio appare quanto mai urgente.

Anche la città di Mazara sta attraversando una fase di profonda criticità. I numeri dei registri del SerD di via Furia Tranquillina parlano chiaro. In un solo anno gli utenti sono passati da 1104 a 1224, con un incremento di 120 unità che testimonia la velocità di diffusione del fenomeno. Le numerose operazioni antidroga condotte dalle forze dell’ordine, nonostante la cronica carenza di uomini e mezzi, hanno confermato come Mazara sia divenuta progressivamente una delle piazze più rilevanti della provincia sia per lo spaccio che per il consumo di sostanze.

Il mercato locale appare estremamente variegato e coinvolge consumatori di ogni fascia d’età, spaziando dalle droghe tradizionali come hashish, marijuana, cocaina ed eroina fino alle nuove sostanze sintetiche. In definitiva, l’attivazione del Centro di Pronta Accoglienza di Custonaci rappresenta senza dubbio un primo, fondamentale passo verso la gestione di una piaga sociale che ha raggiunto livelli d'allerta. Ma è evidente che la strada verso una risoluzione definitiva sia ancora lunga.  L’entità dei dati e la capillarità dello spaccio sul territorio suggeriscono che molto resta ancora da fare, sia in termini di potenziamento delle risorse per le forze dell'ordine, sia per quanto riguarda la prevenzione capillare tra le fasce più giovani della popolazione.