Dal 16 maggio stretta sui monopattini eletrici: intervista al comandante della PM di Campobello Panierino
Il panorama della micro-mobilità urbana in Italia si appresta a vivere una trasformazione radicale che segna la fine dell'era della libera circolazione senza regole certe. Con la recente pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto della Motorizzazione, è iniziato ufficialmente il conto alla rovescia per migliaia di utenti: a partire dal 16 maggio 2026, il contrassegno identificativo e la copertura assicurativa diventeranno requisiti imprescindibili per poter circolare sulle strade cittadine. Sull'argomento è intervenuto il Comandante della Polizia Municipale di Campobello di Mazara, Giuliano Panierino, durante una recente intervista rilasciata al programma PrimaNews.
Il Comandante ha voluto fare chiarezza su una tempistica che molti ritengono improvvisa, ma che in realtà affonda le radici in un percorso legislativo iniziato anni fa. «Diciamo che questo è uno degli argomenti che al momento sta sulla bocca di tutti, ma devo dire una cosa, non è ora dal 16 maggio che ci sono delle regole per i monopattini. Tutto risale alla legge 160 del 2019», ha spiegato Panierino, sottolineando come l'inasprimento delle norme sia stato reso necessario da un andamento infortunistico preoccupante che ha portato alla legge 177 del 2024. La grande novità riguarda l'introduzione del cosiddetto "targhino".
Non si tratterà di una targa metallica tradizionale, ma di un contrassegno adesivo, plastificato e non rimovibile, prodotto dall'Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato. La procedura per ottenerlo è interamente digitale e deve essere effettuata attraverso il Portale dell'Automobilista tramite SPID o CIE. Come chiarito dal Comandante durante l'intervista, «il costo complessivo è di circa 33,66 euro e la richiesta va fatta esclusivamente online. Il targhino è personale, legato al nome dell'utente, e va applicato sulla parte posteriore o sulla barra anteriore del mezzo».
Il decreto specifica inoltre che il codice identificativo rimarrà associato al codice fiscale del proprietario e non al veicolo stesso. Parallelamente alla targa, il nuovo Codice della Strada introduce l'obbligo di assicurazione per responsabilità civile verso terzi, fondamentale per tutelare pedoni e altri conducenti in caso di incidenti. Su questo punto, tuttavia, è stata prevista una breve deroga temporale. Il Comandante Panierino ha infatti precisato che «l'obbligo dell'assicurazione è stato rinviato al 16 luglio del 2026 perché le piattaforme e i database assicurativi non sono ancora del tutto pronti, concedendo quindi ulteriori 60 giorni per adeguarsi». Le sanzioni per chi non si farà trovare in regola saranno pesanti.
Chiunque venga sorpreso a circolare senza targa dopo la scadenza del 16 maggio rischia una multa che va dai 100 ai 400 euro. Il Comandante ha avvertito che «si può pagare l'importo minimo entro 60 giorni o usufruire della riduzione del 30 per cento per i pagamenti entro 5 giorni», ma la tolleranza sarà zero per quanto riguarda la sicurezza. Oltre ai nuovi obblighi burocratici, restano infatti vigenti le norme comportamentali: il casco omologato è obbligatorio per tutti, indipendentemente dall'età, ed è severamente vietato trasportare passeggeri o circolare sui marciapiedi. La velocità resta un altro punto critico del controllo stradale.
I mezzi non possono superare i 20 chilometri orari, limite che scende drasticamente a 6 chilometri orari nelle aree pedonali. In merito a questo, Panierino ha ricordato che «i monopattini devono avere caratteristiche tecniche in grado di riconoscere l'ingresso in un'area pedonale urbana e limitare automaticamente la velocità». Il messaggio rivolto alla cittadinanza e ai più giovani è chiaro: la fase di transizione sta per concludersi e le autorità locali sono pronte a far rispettare le nuove disposizioni per garantire una convivenza sicura tra tutti gli utenti della strada