Campobello, terza edizione dell'altare di San Giuseppe dal titolo "Trame di ciniglia"

Redazione Prima Pagina Mazara

Domenica 29 marzo (delle Palme) torna la terza edizione dell’altare di San Giuseppe a Campobello di Mazara, allestito dalla Pro Loco di Campobello di Mazara e delle frazioni (col patrocinio gratuito del Comune) e dedicato alla memoria dei “mastri” d’altare Baldassare Stallone e Girolama Giorgi, scomparsi anni addietro. Quest’anno, a differenza delle prime due edizioni (2024 e 2025), l’allestimento presso l’ex chiesa dell’Addolorata, con la collaborazione, tra gli altri, degli allievi dei mastri e della figlia, Vita Messana, Vincenzo Luppino, Leonarda Gabriele e Rosetta Stallone, insieme a un gruppo di donne del paese (di generazioni diverse) che contribuiscono a non far perdere la tradizione, è avvenuto con le coperte di ciniglia, riprendendo una tradizione antica cittadina.

Il tetto, invece, è stato preparato a mano con i veli da sposa, prestati con devozione verso san Giuseppe da più di 150 donne sposate di Campobello di Mazara.

LA TRADIZIONE DELLA CINIGLIA – L’uso della ciniglia per gli altari fa parte della tradizione a Campobello di Mazara. Tessuto morbido e vellutato, inventato in Francia verso la fine del XVIII secolo (circa 1780), il nome “ciniglia” deriva dal francese chenille (bruco) per il suo aspetto peloso. In Italia questo particolare tessuto si diffonde negli anni ’70 e avere una copertura di ciniglia a casa era come avere un capo pregiatissimo, anche per l’elevato costo d’acquisto. Spesso dato in “dote” alle future spose, per decenni, le coperte di ciniglia hanno fatto parte degli arredi di moltissime case di campobellesi.

«Quest’anno abbiamo voluto riprendere la tradizione che per decenni ha tramandato mia madre e mio padre – racconta Rosetta Stallone, figlia dei due “mastri” alla cui memoria è dedicato l’altare – abbinando con cura queste magnifiche coperte al tetto realizzato con veli da sposa».«TRADIZIONE DA NON DISPERDERE, ALTARE VUOL DIRE COMUNITÀ» - «Quello dell’altare è una tradizione che da tre anni è stata ripresa sulle orme di un percorso di recupero e di memoria – spiega il presidente della Pro Loco, Max Firreri, presidente dal 2022 – un “rito” che abbina fede e comunità.

Attorno alla preparazione dell’altare si mette insieme il paese, chi prestando veli e coperte, chi fattivamente partecipando al cantiere. Un patrimonio collettivo che – anche attraverso una mostra fotografica abbinata – vogliamo trasmettere agli alunni delle scuole di Campobello che verranno a visitarlo».LA CENA COI SANTI – Domenica 29 marzo (delle Palme) si terrà la cena coi Santi e le 101 pietanze offerte da cittadini di Campobello di Mazara. Alle ore 11, nella piazza antistante l’ex chiesa dell’Addolorata, si terrà la benedizione delle Palme con don Nicola Patti, poi in corteo i Santi raggiungeranno la chiesa madre per la celebrazione della santa messa e, al termine, torneranno all’ex chiesa dell’Addolorata per il rito della “tuppuliata” e l’ingresso per la cena che durerà l’intero pomeriggio.

Da martedì 31 marzo e sino a domenica 12 aprile, l'altare rimarrà aperto alle visite gratuite (ore 9,30-13 e 16-20).

Comunicato stampa