Salemi, scavi a San Miceli. Nuovi reperti arrichiscono la storia del cristianesimo

Redazione Prima Pagina Mazara
Redazione Prima Pagina Mazara
22 Luglio 2019 18:53
Salemi, scavi a San Miceli. Nuovi reperti arrichiscono la storia del cristianesimo

Grazie alla nuova Convenzione stipulata tra l’Assessorato Regionale dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana di Palermo e la Andrews University (Berrien Springs, Michigan, USA), è stato possibile continuare la ricerca a San Miceli, per il sesto anno consecutivo. Le numerose nuove strutture, rinvenute durante lo scavo realizzato sia intorno alla basilica (necropoli, vani laterali nord e abside) che nell’area della villa rustica, consentono di aggiornare la planimetria generale del sito e di affinare le fasi cronologiche dell’insediamento.

A breve, i nuovi materiali più pregevoli andranno ad arricchire la mostra “Quod Vult Deus. L’inizio della Cristianità a San Miceli”, allestita dal 1 dicembre 2018 all’interno del Museo Civico di Salemi, per condividere con tutti i risultati della ricerca e gli oggetti (vasellame in terracotta e in vetro, oggetti d’ornamento, monete, strumenti agricoli, attrezzi costruttivi, utensili domestici e da difesa) che raccontano proprio la vita materiale dei primi cristiani di San Miceli. Quest'anno ad occuparsi della campagna di scavo tra metà giugno e metà luglio 2019, diretta come ogni anno dal prof.

Randall Younker della Andrews University e dalla prof.ssa Elisabeth Lesnes dell’Educandato “Maria Adelaide” di Palermo, in collaborazione con la Soprintendenza BB.CC.AA di Trapani e il Comune di Salemi, anche gli studenti americani Jared Wilson, Christopher Chadwick e Carina Prester, le archeologhe siciliane Giorgia Lanzarone (Palermo), Rosamaria Tarantolo (Gibellina) e Jessica Grimaldi (Santa Ninfa), gli studenti di Alternanza Scuola Lavoro dell’Istituto “Maria Adelaide” di Palermo e i ragazzi dei Centri di Accoglienza Migranti “Siciliabedda”, “Hotel Mokarta” e “Terraferma” di Salemi.

Un team che, grazie alle proprie competenze e al supporto tecnologico scientifico, si è rivelato ancora una volta molto efficiente. "Il sito archeologico di San Miceli si conferma uno straordinario scrigno di storia - afferma il sindaco Domenico Venuti-. La collaborazione tra volontari, mondo accademico statunitense, Comune e Sovrintendenza continua a dare ottimi frutti. Intendiamo continuare su questa strada e siamo convinti che San Miceli, così come gli altri siti archeologici di Salemi, possano rappresentare un ulteriore elemento di richiamo per turisti e visitatori che iniziano a scoprire le bellezze della nostra città".

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