Mazara, foto-domanda 2014 sul degrado ed abbandono di san Nicolò Regale e dei mosaici romani sottostanti.

Redazione Prima Pagina Mazara
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30 Dicembre 2014 16:49
Mazara, foto-domanda 2014 sul degrado ed abbandono di san Nicolò Regale e dei mosaici romani sottostanti.

Nel corso del 2015, l'Ammini-strazione comunale e la Soprintendenza ai Beni Culturali interverranno per riqualificare-restaurare la chiesa di San Nicolò Regale oggi abbandonata in stato di grande degrado? Per salvare i preziosi mosaici della domus romana danneggiati dai calcinacci? Il sito archeologico sarà finalmente messo in sicurezza e riaperto al pubblico?

Lo scorso 26 novembre molti studenti delle scuole cittadine hanno visitato la Chiesa di San Nicolò Regale. Le visite didattiche si sono svolte nell'ambito della prima tappa a Mazara del Vallo del percorso arabo-normanno "In cammino con la storia" organizzato dalla Fondazione Federico II. Non vogliamo screditare il valore dell'iniziativa (ha riportato alla memoria di quanti magari dimenticano la presenza di gioielli storici dell'architettura arabo-normanna sviluppatasi in Sicilia) ma non dobbiamo ricordare che l'area di accesso alla terrazza della stessa Chiesa è chiusa da più di due anni con una transenna: l'area è stata considerata pericolosa dai tecnici comunali; invece, come per magia, quella mattina, e solo quella mattina, l'area è stata resa accessibile a moltissimi studenti, per poi essere richiusa dalla stessa transenna, spesso per terra per giorni.

Il sito, insieme ai mosaici della domus romana sottostante, vive ormai da decenni uno stato di abbandono e degrado (vedi foto n.1). Il 26 novembre ha fatto impressione vedere moltissimi studenti accalcati sulla stessa terrazza di San Nicolò Regale (vedi foto 2 scattata quel giorno), una terrazza pericolosa. La nostra redazione ha posto numerose volte l'attenzione sulla questione del degrado dei mosaici romani, fra i quali spicca la raffigurazione di un cervo saettante, appartenenti ad una "domus romana", risalenti al III sec.

d.C.; sono da anni chiusi al pubblico. Sono chiusi in un autentico "scantinato" creato sotto la terrazza della struttura di San Nicolò Regale. La loro vista è occultata ai turisti anche dalla polvere accumulata sulla vetrata che circonda il perimetro della parte sottostante alla terrazza che si affaccia sul porto canale. Rimuovendo con un fazzolettino la polvere, è facile scorgere lo scempio: calcinacci crollati dal soffitto, abbastanza logorato dall'umidità, accumulati sul pavimento dei preziosi mosaici (vedi foto n.3).

Sulla pericolosità della terrazza, considerate le condizioni del soffitto dei mosaici sottostanti, abbiamo chiesto un parere ad un esperto, conoscitore del sito, l'arch. Mario Tumbiolo il quale ha spiegato: "è un luogo pericoloso perché presenta stati di "sfondellamento" con carbonatazione del cemento armato; le travi ed i travetti che sorreggono la terrazza potrebbero cedere senza "preavviso". Pertanto ha spiegato Tumbiolo: "risulta abbastanza imprudente la decisione di far accedere tutti quei ragazzi sulla terrazza, perché non consentito l'ingresso nella chiesa dalla porta laterale spostando la transenna più avanti chiudendo la terrazza?".

Ricordiamo che in quella stessa giornata del 26 novembre al Teatro Garibaldi si è tenuta una conferenza, promossa appunto dalla Fondazione Federico II sulla presenza arabo-normanna in Sicilia. Quell'incontro, alla presenza di eminenti professori, servitrà ad avviare concretamente il recupero dell'importante sito archeologico dimenticato.

Costruita nella prima metà del XII secolo, la chiesa di san Nicolò Regale rappresenta uno dei gioielli dell'arte arabo-normanna in Sicilia; di questo stile vi sono soltanto altri due esempi in Sicilia: la chiesa di S.Cataldo a Palermo e quella della SS.Trinità di Delia a Castelvetrano. La chiusura della chiesetta, peraltro quasi mai aperta alla libera fruizione pubblica, è avvenuta a causa della presenza di infiltrazioni d'acqua sullo spiazzale-veranda, dove vi è l'ingresso della chiesa, è che costituisce il tetto, a rischio crollo, dei locali sottostanti alla chiesa dove sono conservati i mosaici di età romana (III-V sec. d.C) ritrovati nel 1933. Le incrostazioni per le cattive condizioni ambientali dell'area, circondata da una vetrata, dove custoditi i mosaici, hanno provocato scrostature del solaio, l'ossidazione dei pilastrini di ferro e la recente caduta di calcinacci sul prezioso pavimento.

Tale rischio fu in verità sollevato nel 2010 dal presidente di "Salvalarte-Sicilia", Gianfranco Zanna, nel corso di una tappa a Mazara. In quell'occasione Zanna effettuò un sopralluogo in presenza del sindaco Nicola Cristaldi, della dott.ssa Rossella Giglio e dell'arch. Gaspare Bianco, entrambi della soprintendenza Beni Culturali di Trapani, e del responsabile di Legambiente Mazara, Franco Sferlazzo. Così il sindaco decise di affidare all'Ufficio tecnico comunale la redazione di un progetto che prevedesse la rimozione del tetto veranda e l'usufruizione dei mosaici ai visitatori.

Il progetto, secondo le indicazioni della Soprintendenza ai Beni Culturali di Trapani, prevede l'eliminazione per tre quarti della in modo da consentire l'ingresso alla Chiesa, sarà mantenuta la vetrata esterna che circondano i mosaici, previsto un ponticello per consentire di osservare da sopra i mosaici sottostanti; inoltre è previsto un sistema per una copertura e per il drenaggio dell'acqua piovana. La cifra per la realizzazione del progetto si aggira complessivamente sui 100mila euro, 82mila per i lavori ed il resto quali somme a disposizione dell'Amministrazione per eventuali interventi. Purtroppo finora abbiamo constatato il silenzio di tutti gli organi competenti.

La scorsa primavera, a seguito di un nostro appello, la sezione locale dei FAI si impegnò per la valorizzazione del sito. Ma ancora nessuna riposta concreta Ma come è possibile che una simile meraviglia, una domus romana, sottostante ad una struttura normanna, con tanto di mosaici sono rimasti chiusi in questo stato di totale abbandono? Per quale motivo la chiesa, per la quale risulta una cogestione Comune-Diocesi, è chiusa al pubblico? Si tratta certamente di uno dei più belli siti archeologici siciliani ma la cui vista purtroppo è negata.

Lo scorso 18 dicembre è stato approvato in Consiglio comunale il Piano annuale delle Opere Pubbliche presentato dalla Giunta Cristaldi, fra le opere inserite nell'elenco risultava anche il restauro dei mosaici sottostanti la chiesa di San Nicolò Regale per un importo di circa 137.000 euro con proventi comunali. L'opera sarà avviata nel 2015 o, come spesso accade per le opere del Piano annuale, ciò finirà ancora nel libro dei sogni?

Francesco Mezzapelle

30-12-2014 17,30

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