Parla Nicola Catania: “: Vi dico io la verità sull’Ospedale!”

Giacomo Bonagiuso ha intervistato il sindaco Catania che dice basta alle fughe in avanti ed invita a vigilare

Redazione Prima Pagina Mazara
Redazione Prima Pagina Mazara
11 Maggio 2021 09:00
Parla Nicola Catania: “: Vi dico io la verità sull’Ospedale!”

È vibrante al telefono questa mattina, Nicola Catania, il sindaco di Partanna, proprio alla vigilia dell’inaugurazione nella sua Città di un Hub vaccinale “degno della migliore sanità del nord”, dice fiero. Non è arrabbiato con noi, per fortuna; e capisce la logica della nostra scrittura, alla lettera, e del suo contenuto, alla lettera.

Non ci sta nel considerare la questione dell’Ospedale una scommessa che passa dalla demagogia, “dall’insulto” – così lo chiama – ai cittadini castelvetranesi e belicini “e ai rappresentanti delle Istituzioni che forse hanno capito troppo bene come stanno le cose”, e magari anche per questo “non accorrono in piazza, convocati a comando e se assenti, insultati”.

“La Valle del Belice tutta tramite i suoi massimi livelli istituzionali – prosegue Catania – è stata presente in tutte le occasioni utili e per ultimo ad un tavolo di confronto con il presidente della Regione; tavolo che ha visto per oltre tre ore discutere dossier per dossier, in modo serio, politico e non urlato ”. È questo confronto che ha prodotto atti concreti: “come si fa ad andare oggi ad urlare in piazza a protestare, quando alla chiusura dell’incontro istituzionale si era convenuti tutti su una linea risolutiva di gran parte delle problematiche?”. Ecco perché nessuno dei sindaci ha risposto alla manifestazione, l’ennesima, di Orgoglio castelvetranese. Certo, serve tempo. I problemi non si risolvono seriamente con le urla: serve il tempo giusto.

Nicola Catania sembra davvero convinto di ciò che dice, e non le manda a dire a chi, invece, “si ostina a far passare messaggi errati ”. “Io ero, sono e sarò sempre in prima linea nella battaglia per l’Ospedale di Castelvetrano e per la difesa del diritto alla salute del nostro territorio! Non è qualche componente del comitato Orgoglio castelvetranese, che pure fa bene a tenere alta l’attenzione sul diritto alla salute, a dare patenti o pagelle a chi è in prima linea o su chi si defila”.

Il tavolo istituzionale con il presidente Musumeci ha deciso, nero su bianco, di promanare un bando per dieci pediatri, bando che è già in gazzetta ufficiale – dice Catania – e che sarà espletato con procedure di urgenza. “Non sarà un bando che durerà anni, ma solo pochi mesi, tre o quattro, alla fine dei quali, Pediatria con relativo punto nascite sarà rafforzata e restituita a Castelvetrano”. Da nessuna parte, s’altronde – prosegue Catania – sì è mai parlato di chiusura ma di trasferimento temporaneo: “Il Presidente Musumeci si è impegnato su questo e l’impegno, abbiamo motivo fondato di ritenere, sarà mantenuto”.

Quanto alle cullette termiche e alle attrezzature, “è ovvio che se un reparto deve essere funzionalizzato pure provvisoriamente a Mazara, questo deve godere di tutte le attrezzature necessarie alla miglior qualità del servizio – dice Catania. Dove avrebbero dovuto mettere i neonati a Mazara, per terra?” Accadde nello stesso modo, ad esempio, durante il trasferimento della Cardiologia mazarese presso i locali di Castelvetrano; anche allora furono traslocate provvisoriamente le attrezzature necessarie alla funzionalità del reparto.

Per questo l’approccio urlato e demagogico a Catania proprio non va giù. Non è solo questioni di patenti, è proprio “cercare di instillare nella testa della gente, notizie false e pericolose” la vera sconfitta della politica, e il volere accendere dei riflettori più su di sé che sulle reali problematiche. Il motivo? “Non dovete chiederlo a me” – sorride Catania. E non si pronuncia su eventuali candidature politiche di chi, invece, mantiene questo contegno e soffia sulla protesta anche quando sono state decise le soluzioni serie e definitive al problema.

Certo è che tutto – lo ripete tre o quattro volte nella nostra telefonata – nasce proprio da un fattaccio che, con esito infausto, sarebbe stato additato su tutta la stampa nazionale come fatto di malasanità. “Un bambino venne condotto d’urgenza sull’ambulanza alla volta di Palermo, e il reparto restò sguarnito di pediatri. Un altro parto problematico non previsto mise in crisi la precaria reperibilità dei pochi medici. Nessuno spiega e omette artatamente di dire che tre dei medici in servizio sono residenti in comuni (Marsala) la cui distanza non gli permette di assicurare una adeguata turnazione di reperibilità per Castelvetrano nei 30 minuti previsti dalle regole e dai protocolli, in caso di urgenza e necessità, cosa che invece è possibile per l’ospedale di Mazara.

Ecco la questione vera che nessuno dice! Una questione di sicurezza per la vita dei nascituri! Che facciamo dopo? Ci aizziamo contro i medici perché succede qualche disgrazia? Vogliamo il punto nascite o un punto nascite sicuro?” Ecco perché l’ASP ha riorganizzato provvisoriamente il servizio rendendolo baricentrico rispetto ad una adeguata e corretta presenza del personale medico.

Ed è inutile trovare pediatri in pensione e offrirli all’Asp. “Chi lo fa agisce, nella migliore dell’ipotesi, omettendo e/o sconoscendo norme elementari sul pubblico impiego, perché tutti sanno che un medico in pensione non può essere contrattualizzato, e neanche sottoposto a reperibilità”. A questo punto la scelta, pure se illogica e costosa, secondo Catania, non ha lasciato scampo. Mazara per forza. A costo di smobilitare un reparto e fare largo alle attrezzature castelvetranesi.

“Abbiamo lavorato seriamente –dice Catania – e non ci sto a ricevere patenti da chi sta provando a fare diventare eccentrica una questione di salute. Noi sindaci abbiamo tutto l’interesse di onorare l’impegno preso con le nostre Città. In questo caso urlare e protestare è insensato, altra cosa è mantenere l’attenzione sempre alta sulla vicenda e vigilare tutti insieme, senza personalismi e fughe in avanti. A settembre, se i patti, i bandi, e le azioni scritte non avranno seguito, allora cambieremo il nostro atteggiamento.

Ma – ripete Catania – solo grazie alla competenza, alla analisi senza pregiudizi dei problemi, e al modo istituzionale, Castelvetrano avrà gli importanti miglioramenti e le eccellenze che merita, sempre nell’ottica di incrementare talune specializzazioni e superare il concetto di avere un ospedale ogni città, anche se di pessima qualità. La sanità del domani deve avere medicina territoriale e poli ospedalieri di vera eccellenza. E mi pare che si vada proprio in questa direzione”.

Sarà davvero così, come si suol dire, lo sapremo soltanto alla fine della fiera, quando, scaduti i termini di questo concorso per pediatri, non sorgerà qualche problema di ricorso, o di nessuna candidatura. Allora sì che la questione resterà eternamente provvisoria, sospesa nell’incertezza, come molte questioni nella bella Sicilia, ove la precarietà – insieme alla mancanza di comprensione di un testo scritto – sembra una connotazione ontologica della realtà. Ma se alla comprensione di ciò che si scrive si può ovviare, spiegando e rispiegando e non soffermandosi troppo sull’ego degli insultanti, sulla precarietà del mondo siciliano, da Pirandello a Sciascia, passando per Camilleri e Savatteri, c’è poco da fare, se non quel sano umorismo che è – com’è noto – il sentimento del contrario.

Giacomo Bonagiuso

In evidenza