“Una punta di Sal”. Dove sta andando Mazara “la bella”?
Mazara del Vallo rappresenta un caso di studio unico nella costa trapanese. Non è la classica località balneare da "cartolina e relax": è una città-porto dove il turismo si intreccia a una profonda identità industriale (la pesca), ha una storia millenaria di integrazione culturale e a forti dibattiti sulla gestione della vita cittadina. Qui, la sfida del sindaco Salvatore Quinci e della sua amministrazione si gioca sul delicato equilibrio tra identità marinara, accoglienza turistica e vivibilità per i residenti.
Mazara non ha bisogno di inventarsi un'attrazione; possiede elementi antropologici e artistici rari. La Kasbah,il quartiere arabo nel cuore del centro storico, abitato da una storica e integrata comunità tunisina, è un labirinto di vicoli decorati da ceramiche artistiche. Rappresenta un modello internazionale di convivenza.Il Satiro Danzante: Il museo che custodisce la celebre statua bronzea di epoca ellenistica, recuperata nel 1998 dal un peschereccio locale Capitan Ciccio, attira un turismo culturale internazionale molto prezioso.
Mazara del Vallo non richiama turisti per la sua Kasbah e per le influenze arabo-normanne, ma custodisce anche uno straordinario patrimonio barocco, composto da chiese decorate in modo sfarzoso, piazze e complessi monumentali civili. Il fulcro e le principali attrazioni del Barocco comprendono sia architetture religiose e civili. Ricordiamo le Chiese Barocche principali: Chiesa di San Francesco: per via di un vero e proprio trionfo di stucchi , statue e affreschi policromi che ricoprono interamente le pareti, Cattedrale del Santissimo Salvatore, è stata completamente ricostruita alla fine del XVII secolo in perfetto stile barocco.
All'interno spiccano grandi decorazioni in stucco bianco e oro e affreschi scenografici, Chiesa di San Michele Arcangelo, legata all'antico monastero di clausura delle benedettine, questa struttura del XII secolo è stata rifatta in stile barocco a partire dal 1627. Conserva un interno riccamente ornato e splendidi arredi. Chiesa di Santa Veneranda, mostra un impianto tardo-barocco (consacrata nel 1716) con una caratteristica ed elegante facciata, Chiesa di Sant'Ignazio (Ruderi): in Piazza Plebiscito si possono ammirare i suggestivi resti di questa grande chiesa barocca.
In seguito al crollo della cupola e del tetto nel 1933, le sue colonne e strutture barocche rimaste a cielo aperto creano oggi un'atmosfera unica.L'impronta barocca di Mazara non si limita agli edifici religiosi, ma plasma interi spazi urbani:Piazza della Repubblica, concepita proprio come una scenografia teatrale barocca. Il Seminario dei Chierici, caratterizzato da un elegante porticato a archi, il Collegio dei Gesuiti, è un imponente palazzo barocco. Al suo interno ospita un magnifico chiostro circondato da 24 colonne in stile dorico.
Mazara ospita una delle flotte pescherecce più interessanti del Mediterraneo anche se molto ridotta rispetto agli anni ’70 e ‘80. Il celebre Gambero Rosso di Mazaraunisce il settore ittico a quello enogastronomico. La spiaggia cittadina di Tonnarella e le riserve naturali limitrofe (come i Gorghi Tondi) coprono la domanda di turismo balneare e naturalistico.Nonostante questo potenziale, la strada per far diventare il turismo una vera "carta vincente" strutturale è in salita, segnata da accesi dibattiti locali che non portano a nulla mentre si dovrebbe “inventare” o “costruire” qualcosa di solido.
. Uno dei temi più caldi per l'amministrazione comunale riguarda la gestione del divertimento notturno. Di recente, le ordinanze sindacali restrittive sugli orari della musica (stop a mezzanotte nei giorni feriali) e sulla vendita di alcolici in vetro hanno sollevato forti polemiche. Il sindaco difende la necessità di governare i flussi per garantire la quiete pubblica e un modello di turismo sostenibile e ordinato, lontano dagli eccessi.
Dove sta andando Mazara? La strategia attuale si concentra sulla destagionalizzazione. Mazara sta cercando di non essere solo una meta estiva: eventi come i raduni cicloturistici e sportivi primaverili servono ad attrarre flussi nei mesi intermedi, quando il clima è mite e la città è più vivibile.
La proposta. Il turismo in una città come Mazara con lo straordinario patrimonio culturale, si sviluppa creando un’esperienza fluida che colleghi la cultura classica, l'atmosfera multietnica e l'arte barocca. Proponiamo oggi una strategia concreta. Creare un percorso pedonale segnalato da elementi visivi unici (es. linee colorate o piastrelle in ceramica sulla pavimentazione). Implementare un pass digitale integrato per l'accesso al Museo del Satiro, alle chiese barocche, al Museo Diocesano e a un tour guidato della Kasbah.
Installare cartelli con QR code che raccontino la transizione storica tra il quartiere arabo e le piazze barocche. Organizzare un evento annuale, tipo il Festival del Mediterraneo che celebri la fusione tra la cultura siciliana e quella nordafricana attraverso musica, danza e teatro. Interessanti i riti religiosi del periodo pasquale che dovrebbero essere incrementati con spettacoli teatrali religiosi e storici. E poi “Le notti del Satiro” con aperture serali straordinarie dei musei e delle chiese, abbinate a performance di luci e proiezioni architetturali (mapping 3D) sulle facciate barocche, come quelle viste qualche anno fa in uno spettacolo che si è tenuto al Collegio dei Gesuiti su Consagra.
Ed infine creare percorsi di degustazione che uniscano il pesce locale come i gamberi con le spezie e i piatti tipici della tradizione araba (es. il couscous). E’ troppo o è troppo poco?
Salvatore Giacalone