"Un uomo, una storia". Alberto Rizzo Marino Lo storico mazarese si racconta (post mortem) a Sal Giacalone
Quando si spense aveva 80 anni e lasciò un vuoto nella storia della città. E’ l’avvocato Alberto Rizzo Marino che fu anche sindaco, per pochi giorni, nel 1963. Successe al dottore Vincenzo Ingrado. I sindaci in quel tempo venivano votati dal consiglio comunale e non duravano molto. Ruotavano velocemente. Ad Alberto Rizzo Marino succedette Salvatore Giubilato che durò fino al mese di maggio del 1964, poi intervenne il commissario regionale Giuseppe La Manna per mettere un po’ d’ordine nell’amministrazione cittadina.
Oggi è cambiato poco rispetto ad ieri, tranne la legge che prevede l’elezione del Sindaco con voto popolare. Ma la politica di oggi non è poi molto distante da quella di ieri. Grande estimatore di Alberto Rizzo Marino è stato il professore sacerdote Pietro Pisciotta, che fu docente del Liceo G.G. Adria, che ha tracciato la figura dello storico mazarese in una memoria in cui racconta il percorso umano, religioso e politico dell’uomo. Incontro l’avv. Alberto Rizzo Marino nella piazza della posta centrale di Mazara, intestata proprio ad Alberto Rizzo Marino.
Che effetto le fa essere intervistato proprio sulla piazza intestata a lei?
E’ uno strano effetto. Non sono abituato alle interviste e non so cosa mi chiederà ma sono pronto a dialogare come ho sempre fatto con tutti.
Lei ha conseguita la laurea in giurisprudenza, però preferì all’attività forense il mondo della scuola, come mai?
Perché ero consapevole del ruolo meraviglioso di educatore dei miei due figli e dei figli del popolo. Abitavo in via Favara Scurto, quasi di fronte lo stadio comunale, nelle case popolari destinate ad insegnanti di scuole e osservavo tanti ragazzi che giocavano in strada e allo stadio. Era un mondo meraviglioso.
Con il grado di capitano di fanteria partecipò alla guerra 1940-1943 e si distinse per senso di dovere, umanità e disciplina e fu insignito della Croce al merito di guerra e dell’onorificenza di cavaliere Ufficiale al merito della Repubblica Italiana. Un orgoglio tutto mazarese direi.
Ho fatto il mio dovere. Sono stati tre anni difficili, una guerra con tanti morti, compagni che un giorno vedevo e il giorno successivi non c’erano più. Rientrato in patria dal servizio attivo, dal 1946 fui Presidente della sezione mazarese dell’Associazione Nazionale delle famiglie dei Caduti e dei Dispersi in guerra. Socio della Società Siciliana per la Storia Patria, poi cominciarono le mie ricerche sulla verità storica.
E’ stato un instancabile studioso e ricercatore e lavorò parecchio all’Archivio storico diocesano. Ma si è impegnato anche in politica. Fu anche sindaco per pochi giorni nel 1963, assessore in varie Giunte Comunali evidenziando sempre la sua fede di cattolico militante. Perché non proseguì nella carriera politica?
Perché ero molto impegnato nelle ricerche. In particolare nell’opera “La cattedrale e i Vescovi di Mazara del Vallo”, poi avevo avviato studi sugli “Ebrei a Mazara” ed aveva assunto l’impegno per dei servizi pubblicati nella rivista “Trapani”, diretta dal prof. Gianni Di Stefano.
Lavorò molto per la Chiesa che è stata per lei un punto di riferimento importante. E’ stato accanto al parroco della Cattedrale Giovanni Battista Criscuoli con i Boy Scout e il gruppo Esploratori e promosse il Movimento Cattolico Diocesano chiedendo collaborazione a tutta la Città; nell’Azione cattolica ricoprì il prestigioso ufficio di Presidente della Giunta Diocesana.
Furono anni bellissimi di grande trasporto. Il vedere tanti giovani riuniti, scambiarsi opinioni, studi, giochi, è stato un grande periodo di semina. Riuscimmo tutti insieme a creare un Movimento Cattolico incredibile grazie all’entusiasmo che si maturava nelle riunioni.
E’ stato grande amico del preside del Liceo Adria Gianni Di Stefano per ricostituire l’Accademia selinuntina di scienze lettere ed arti ricoprendo l’ufficio di cancelliere. E cominciò a scrivere la storia di questa Diocesi normanna ricuperando molti documenti inediti relativi alla Chiesa locale e all’episcopato mazarese a tutti i livelli e, soprattutto, documenti conservati nell’Archivio Vaticano, e presso Case Editrici ed antiquariati.
Si trattava di libri inediti ed editi riguardante La Diocesi di Mazara e varie Chiese della Sicilia, che costituirono un immenso patrimonio librario ed archivistico, ammirato da docenti universitari e non, arrivati a Mazara e che vollero visitare anche la mia casa.
Che era una sorta di biblioteca costituita non solo da libri, ma anche da appunti, trace, articoli scritti a mano, pensieri diffusi, un grande racconto della sua quotidianità.
Oggi per mia volontà testamentaria e dei miei figli, la biblioteca è stata donata all’Archivio Storico Diocesano dove è stato costituito un fondo archivistico e un secondo fondo nella biblioteca del seminario, entrambi con il nome di “Fondo Alberto Rizzo Marino”.
Nel 1979 lo studioso Alberto Rizzo Marino è stato insignito dal Santo Padre Giovanni Paolo II, della prestigiosa commenda dell’Ordine Equestre di san Gregorio Magno.
Salvatore Giacalone