Un uomo perde la vita durante la vendemmia nelle campagne fra Alcamo e Camporeale

Redazione Prima Pagina Mazara

Si trasforma in tragedia una normale mattinata di vendemmia nelle campagne tra Alcamo e Camporeale. Un incidente sul lavoro è costato la vita a un 60enne alcamese, mentre un'altra persona è rimasta gravemente ferita ed è stata trasportata in elisoccorso in un ospedale di Palermo.

L'incidente si è verificato nelle campagne tra Alcamo e Camporeale. In corso c'era la consueta raccolta delle uve con l'utilizzo della macchina vendemmiatrice. Cosa sia andato storto e quale sia stata la dinamica dell'incidente è ancora in fase di accertamento. Sul posto sono intervenuti il personale del 118, i vigili del fuoco.  

“Un’altra drammatica notizia insanguina il nostro territorio. Un uomo di 60 anni ha perso la vita e un altro versa in gravi condizioni a causa di un terribile incidente avvenuto mentre lavoravano con una mietitrice nelle campagne tra Alcamo e Grisi. Esprimiamo il nostro profondo cordoglio e la vicinanza alle famiglie coinvolte, ma al contempo proviamo una forte rabbia: non è accettabile morire di lavoro, né che il periodo della vendemmia, momento di sforzo e raccolta per il nostro territorio, si trasformi nell’ennesimo bollettino di guerra”.Lo affermano il segretario generale della Flai Cgil Giovanni Di Dia e il segretario generale della UILA UIL Trapani, Leonardo Falco, a commento dell’incidente sul lavoro verificatosi stamattina durante le operazioni di vendemmia.“Sulle dinamiche dell’incidente faranno chiarezza gli organi inquirenti, i Carabinieri e i tecnici dello Spresal dell’Asp, nei quali riponiamo piena fiducia.

Ma dal punto di vista sociale e sindacale non possiamo tacere. Non si tratta di tragiche fatalità o di semplici numeri, ma di persone, di padri di famiglia che escono di casa per guadagnarsi da vivere e non vi fanno più ritorno”, proseguono Di Dia e Falco.“Il settore agricolo, specialmente nelle fasi ad alta intensità di lavoro come la vendemmia, presenta rischi elevatissimi legati all’uso di macchinari complessi e a ritmi spesso estenuanti. Servono interventi straordinari e un impegno corale delle istituzioni e delle parti datoriali: la sicurezza non può e non deve essere considerata un costo, ma un investimento primario ed inderogabile per la dignità umana e la tutela della vita”, concludono Di Dia e Falco.