Trapani, pesca ferma per il caro gasolio: carburante fino a 1,50 euro al litro
Con il gasolio per la pesca a 1,40-1,50 euro al litro, le imprese di Trapani hanno deciso di fermare le attività e di lasciare i documenti di bordo in Capitaneria di Porto. Per illustrare la crisi e le azioni che il comparto intende intraprendere, il Centro Permanente per il Coordinamento delle Politiche Locali della Pesca del GAL Pesca Trapanese, insieme agli operatori del settore, ha convocato una conferenza stampa per questa mattina, negli spazi dell'antico Lazzaretto di Trapani.
"I numeri spiegano la protesta. Tra il 2016 e il 2019 - è ricordato nella nota - il gasolio agevolato per la pesca costava tra 0,40 e 0,55 euro al litro. Con la guerra in Ucraina è salito fino a 1,15 euro e da allora è rimasto sopra i livelli pre-crisi. Oggi il carburante assorbe quasi tutto il ricavato di una battuta di pesca: uscire in mare significa lavorare in perdita.Il Centro di Coordinamento esprime forte preoccupazione e insoddisfazione per le risposte arrivate finora a livello regionale e nazionale. Lo stop delle attività è un grido d’allarme disperato, che chiede una risposta immediata alle istituzioni politiche del territorio.In conferenza stampa saranno illustrate le ragioni dello stato di agitazione e presentate proposte e richieste concrete ai decisori politici regionali e nazionali. Sono invitati gli organi di informazione e i rappresentanti istituzionali locali".
"L’iniziativa - continua la nota - si inserisce nel Pilastro 4 della Strategia Blu Trapani 2028–2034 del GAL Pesca Trapanese, dedicato alla filiera della pesca evoluta, che punta a rafforzare la competitività e la sostenibilità economica del comparto; un confronto sulle criticità del settore rappresenta un passaggio fondamentale per tutelare le imprese ittiche, il lavoro dei pescatori e le comunità costiere, traducendo le esigenze della marineria in proposte concrete di sviluppo".