Sicilia occidentale, la stagione degli incendi entra nel vivo: il rogo di Montagna Grande riaccende l'allarme
Con l'arrivo delle prime ondate di caldo e della vegetazione già resa secca dalle alte temperature delle ultime settimane, in Sicilia occidentale si apre di fatto la stagione degli incendi boschivi e di interfaccia. Un primo segnale è arrivato ieri da Montagna Grande, in località Ardigna, al confine tra i territori comunali di Trapani e Salemi, dove un vasto incendio di vegetazione ha impegnato per ore uomini e mezzi a terra e in volo.
Le fiamme si sono propagate rapidamente, creando un fronte di fuoco che ha destato preoccupazione soprattutto per la presenza di abitazioni rurali e ovili nella zona. Per contenere l'avanzata dell'incendio sono intervenute tre squadre del Comando provinciale dei Vigili del Fuoco di Trapani, affiancate dal Corpo Forestale. Fondamentale si è rivelato anche il supporto aereo, con l'impiego di due canadair e due elicotteri che hanno effettuato numerosi lanci d'acqua sulle aree più difficili da raggiungere.
Non si sono registrate evacuazioni di residenti, ma fino a tarda sera l'attenzione è rimasta alta. Nell'ultimo aggiornamento delle ore 21, tutti i mezzi aerei erano rientrati alle rispettive basi ad eccezione dell'elicottero dell'Aeronautica Militare, mentre due squadre dei Vigili del Fuoco sono rimaste sul posto per garantire la protezione delle abitazioni e degli allevamenti, poiché alcuni focolai risultavano ancora attivi. Con il calare della notte e il rientro dei mezzi aerei, il presidio è rimasto interamente in mano alle squadre di terra, che hanno lottato contro il fumo e il vento per contenere i focolai ed evitare che il rogo si propagasse verso Ardignotta e Polizo. Questa mattina alle sette e trenta le operazioni aeree sono riprese a pieno regime per spegnere gli ultimi fronti ancora attivi.
Tre elicotteri della flotta regionale, denominati Falco 1, Falco 3 e Falco 7, sono tornati in volo insieme a tre Canadair provenienti dalla base di Lamezia Terme. Per velocizzare le operazioni di contenimento, i piloti stanno effettuando i rifornimenti d'acqua direttamente in mare, nello specchio d'acqua nel tratto di mare antistante la costa tra il porto di Trapani e Nubia. La situazione resta costantemente monitorata per procedere alla bonifica completa della vegetazione distrutta, che riporta alla memoria il devastante precedente del duemilaventi.
L'episodio conferma come il rischio incendi sia già elevato in vaste aree della provincia di Trapani e più in generale della Sicilia occidentale. Ogni anno, tra giugno e settembre, le campagne, le aree boschive e le zone collinari del territorio diventano particolarmente vulnerabili a causa della combinazione tra caldo, vento e vegetazione secca. Una situazione che richiede il massimo livello di vigilanza da parte delle istituzioni e dei cittadini.
Le prossime settimane saranno decisive. Le autorità regionali e i corpi impegnati nell'antincendio sono chiamati a fronteggiare una stagione che si preannuncia impegnativa, mentre cresce l'attenzione sulla prevenzione, dalla pulizia dei terreni all'individuazione tempestiva dei focolai. Il rogo di Montagna Grande rappresenta così uno dei primi grandi interventi dell'estate 2026 e un campanello d'allarme sulle sfide che attendono la Sicilia occidentale nei mesi più caldi dell'anno.