Referti istologici in ritardo nel trapanese, la perizia: "Gravi falle nel sistema sanitario"
Dalle oltre 500 pagine della perizia depositata nell'ambito dell'incidente probatorio sul caso dei referti istologici in ritardo all'Asp di Trapani emerge il quadro di un sistema sanitario che, secondo i consulenti nominati dal gip, ha mostrato gravi carenze in alcuni passaggi fondamentali: il monitoraggio degli esami, la comunicazione tra i reparti e la presa in carico dei pazienti.Ieri il gip Massimo Corleo ha dichiarato concluso l'incidente probatorio richiesto dalla Procura di Trapani nell'inchiesta che coinvolge 19 indagati tra medici, infermieri e operatori sanitari degli ospedali di Trapani e Castelvetrano.
Al centro delle indagini vi sono circa 3 mila referti istologici accumulati nel tempo e consegnati con ritardi che, in alcuni casi, hanno superato gli otto mesi, impedendo ai pazienti di conoscere tempestivamente la diagnosi e di accedere alle cure necessarie.L'inchiesta era nata dalla denuncia di Maria Cristina Gallo, insegnante di Mazara del Vallo diventata il volto simbolo della vicenda. Per ottenere l'esito del proprio esame istologico dovette attendere otto mesi. La donna è morta nell'ottobre scorso, ma prima del decesso il giudice era riuscito a raccogliere la sua testimonianza durante l'incidente probatorio.La relazione, firmata dagli specialisti Paolo Procaccianti, Ivo Nardini, Lorenzo Livi e Luca Miele, contiene valutazioni particolarmente critiche.
I consulenti evidenziano la "mancanza di un sistema efficace di monitoraggio dello stato dei campioni e dei referti", una carenza che avrebbe determinato situazioni in cui i pazienti sono stati "privati del diritto fondamentale all'informazione" sul proprio stato di salute.Uno degli aspetti più rilevanti della perizia riguarda però l'individuazione delle responsabilità. Dall'analisi dei casi esaminati emerge infatti che le criticità non sarebbero attribuibili esclusivamente al laboratorio di Anatomia patologica.
Secondo i periti, in più circostanze sarebbe mancato un adeguato sistema di controllo e sollecito da parte dei reparti che avevano in cura i pazienti, contribuendo così al protrarsi dei ritardi.La perizia richiama inoltre l'attenzione sulla carenza di coordinamento tra le strutture ospedaliere e i servizi di Anatomia patologica, descrivendo un'organizzazione nella quale i ritardi si sarebbero sommati all'assenza di verifiche in grado di intercettare il problema prima che assumesse dimensioni tali da configurare una vera emergenza.
Proprio questo elemento potrebbe rappresentare uno dei passaggi più delicati