Peschereccio siciliano interrompe la pesca e salva 62 persone al largo di Creta

Redazione Prima Pagina Mazara

Ha interrotto la battuta di pesca, rinunciando al proprio lavoro e lasciando persino gli attrezzi in mare, per andare incontro a un gommone in difficoltà con 62 persone a bordo. Una scelta senza esitazioni, dettata dal senso di responsabilità e da quella solidarietà che, per chi vive e lavora sul mare, non è soltanto un valore, ma un principio fondamentale. Protagonista di questa storia è Pasqualino Condorelli, comandante del motopesca Jonathan, appartenente alla marineria di Riposto.

L'episodio si è verificato il 2 novembre nelle acque a sud dell'isola di Creta, dove il peschereccio siciliano si è imbattuto in un'imbarcazione con 62 persone in evidente difficoltà. Ricevuta la richiesta di aiuto, Condorelli non ha esitato a interrompere le operazioni di pesca e a dirigersi verso il gommone. L'equipaggio ha immediatamente prestato assistenza ai naufraghi, distribuendo viveri e cercando di garantire loro condizioni di maggiore sicurezza.

Una giovane donna e un bambino sono stati accolti direttamente a bordo del Jonathan, per sottrarli ai rischi della navigazione su un'imbarcazione precaria. Successivamente, su disposizione delle autorità marittime greche, il comandante ha preso il gommone a rimorchio, dirigendosi verso Creta.

Un'operazione tutt'altro che semplice, protrattasi per diverse ore e resa ancora più complicata dal progressivo peggioramento delle condizioni del mare. Nonostante le difficoltà, Condorelli e i suoi uomini hanno continuato a mantenere il rimorchio e ad assistere le 62 persone, attenendosi alle indicazioni delle autorità greche.

Soltanto in serata è intervenuta una motovedetta della Guardia costiera ellenica, che ha completato le operazioni di soccorso alle 22.25, prendendo in carico le persone in difficoltà.

La vicenda ha ricevuto il riconoscimento ufficiale della Federazione Armatori Siciliani che, attraverso una nota diffusa il 5 novembre, ha espresso profonda gratitudine al comandante e a tutti i componenti dell'equipaggio.

"Al comandante Pasqualino Condorelli e a ogni componente dell'equipaggio del Jonathan va il nostro ringraziamento. Hanno interrotto il proprio lavoro e affrontato ore impegnative per assistere 62 persone. In quel gesto riconosciamo i valori delle nostre marinerie, il senso di responsabilità e la solidarietà che si tramandano a bordo, insieme al mestiere", sottolinea la Federazione.

Un riconoscimento che assume anche un significato particolare per la storia personale del comandante, legato a una tradizione familiare di pescatori tramandata attraverso le generazioni. Un patrimonio di esperienza e conoscenza del mare che, in questa circostanza, si è accompagnato a una straordinaria prova di umanità.

"Al comandante Condorelli diciamo grazie anche per l'esempio dato ai più giovani. La sua esperienza di pescatore e la sua umanità hanno fatto la differenza per le persone incontrate in mare", aggiunge la Federazione, che ha rivolto un ringraziamento anche alle autorità marittime greche per il coordinamento e la conclusione dell'intervento.

Una storia che merita di essere raccontata, soprattutto in un momento in cui il Mediterraneo continua a essere teatro di traversate drammatiche e vite messe quotidianamente a rischio. Questa volta, a fare la differenza, è stato un peschereccio siciliano e un equipaggio che, davanti a 62 persone in pericolo, non ha pensato al pesce da pescare, al lavoro da terminare o al tempo perduto. Ha pensato prima di tutto alle persone. Perché in mare, prima ancora di essere pescatori, si è uomini.