Pesca, nuove misure di sostegno per imprese e lavoratori. La crisi della flotta mazarese resta però aperta

Redazione Prima Pagina Mazara

Importanti novità per il comparto della pesca italiana, alle prese da tempo con le difficoltà causate dall’aumento dei costi di gestione, in particolare quelli legati al carburante. Le misure sono state illustrate nel corso del Tavolo istituzionale della pesca convocato dal Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, alla presenza del sottosegretario Patrizio La Pietra e dei vertici amministrativi del dicastero.

Tra i provvedimenti più attesi figura l’apertura, a partire dal prossimo 20 giugno, del portale del Ministero attraverso il quale armatori e imprese potranno presentare domanda per ottenere il credito d’imposta pari al 20% delle spese sostenute per l’acquisto di carburante destinato alle imbarcazioni da pesca nel periodo compreso tra marzo e maggio 2026. Una misura che punta ad alleggerire il peso dei rincari energetici che negli ultimi anni hanno inciso pesantemente sui bilanci delle aziende del settore.

Ulteriore sostegno arriverà dalle risorse europee del Feampa, il Fondo europeo per gli affari marittimi, la pesca e l’acquacoltura. È stato infatti annunciato un intervento complessivo di circa 70 milioni di euro che sarà gestito dalle Regioni attraverso specifici bandi la cui pubblicazione è prevista entro il mese di luglio.

Segnali positivi arrivano anche sul fronte delle indennità per il fermo pesca. Il Ministero ha comunicato che le procedure relative alle annualità pregresse, caratterizzate da ritardi nei pagamenti, sono ormai in fase di completamento. Parallelamente prosegue l’iter per l’invio delle domande riferite all’annualità 2025.

Tra le novità annunciate vi è inoltre lo sblocco delle ultime graduatorie relative ai contributi per la demolizione delle imbarcazioni. Le liquidazioni dovrebbero partire nei prossimi giorni, mentre l’obiettivo dichiarato dall’amministrazione è quello di completare entro il 2026 il pagamento di tutte le pratiche ancora pendenti relative all’arresto temporaneo dell’attività fino all’annualità 2025.

Nonostante le misure messe in campo, le organizzazioni sindacali del settore continuano a chiedere interventi strutturali a tutela dei lavoratori. In particolare, viene rilanciata la proposta di introdurre per la pesca uno strumento analogo alla Cisoa, la cassa integrazione speciale prevista per gli operai agricoli, così da garantire un sostegno economico nei periodi di fermo forzato dovuti a emergenze straordinarie o a situazioni di crisi.

Ci si interroga però se le nuove misure possano risollevare dalla grave crisi la marineria di Mazara del Vallo (in copertina un tratto del porto peschereccio), ancora una delle più importanti del Mediterraneo e punto di riferimento storico per l’economia della pesca in Sicilia. Negli ultimi anni il comparto mazarese ha dovuto affrontare una progressiva riduzione della flotta (in 30 anni il numero dei pescherecci si è ridotto dell'80%: oggi si contano soltanto una settantina di pescherecci d'altura), l’aumento dei costi operativi, le difficoltà legate alle restrizioni imposte dall’Unione Europea e la progressiva limitazione (per diversi motivi) degli areali di pesca nel Mediterraneo.

Gli incentivi sul carburante, i fondi Feampa e l’accelerazione nei pagamenti delle indennità potrebbero sostenere imprese e lavoratori senza interventi strutturali finalizzati a risollevare un settore che, nonostante tutto (compresi i proclami...) continua a essere strategico per l’economia e l’identità del territorio.

Francesco Mezzapelle