Pesca, Messina (Confial): "Governo batta un colpo: alla crisi straordinaria si risponde con misure emergenziali"

Redazione Prima Pagina Mazara

E' emergenza nel settore della pesca, le imbarcazioni non ce la fanno più, non si trovano più pescatori da imbarcare, il gasolio è schizzato alle stelle e la crisi é irreversibile. Lo dichiara il Segretario regionale Confial Marittimi, Giuseppe Messina, a margine dell’audizione in Commissione attivita produttive dell'Ars, dedicata alla crisi del settore della pesca, durante la quale il sindacato ha illustrato le principali criticità che stanno mettendo in ginocchio imprese e lavoratori, ringraziando l'onorevole Santo Primavera per aver sollecitato l'audizione.

Per arginare l'emergenza della pesca siciliana servono subito almeno 30 milioni euro da destinare con immediatezza a pescatori e imprese di pesca - aggiunge Messina - Il sindacalista nonriisparmia critiche all'assessore regionalendella pesca: "Nessun intervento emergenziale dall'inizio dell'anno è stato posto in essere per aiutare pescatori e imprese ittiche, il governo regionale ha mostrato inadeguatezza, fallendo nelle politiche di intervento nel settore della pesca.""Nel corso dell’audizione - prodegue - abbiamo avanzato, tra le proposte, anche il rifinanziamento del Fondo di solidarietà della pesca, previsto dalla legge regionale 9 del 2019, e il superamento degli ostacoli che rischiano di impedire agli operatori in difficoltà di accedere ai ristori."Per il Sindacato Confial è fondamentale attivare ogni possibile strumento di sostegno al reddito.

“È indispensabile tutelare anche i dipendenti del comparto - chiarisce Messina - che stanno pagando direttamente la forte riduzione delle giornate di pesca e del reddito. Ho quindi chiesto di verificare la possibilità di attivare adeguati ammortizzatori sociali e, proprio per approfondire gli strumenti concretamente utilizzabili, ho sollecitato un confronto con il Dipartimento regionale del Lavoro. Non possiamo lasciare senza sostegno i lavoratori e le loro famiglie."“ Occorre inoltre fare chiarezza sulla ripartizione dei 111,2 milioni di euro stanziati a livello nazionale per fronteggiare i danni provocati dalle eccezionali avversità atmosferiche dei primi mesi del 2026”, sottolinea Giuseppe Messina.Che aggiunge: “Particolare attenzione deve essere riservata alla piccola pesca e alle marinerie che vivono condizioni ancora più gravi.

Penso, tra le altre, a Marinella di Selinunte, dove il problema della posidonia all’interno del porto continua a ostacolare la movimentazione e l’ancoraggio delle imbarcazioni. Sono criticità che si trascinano da anni e che richiedono soluzioni definitive”."I pescatori sono sfiduciati e si sentono abbandonati dalla politica siciliana, che negli ultimi 12 mesi nulla ha fatto per attivare misure straordinarie - precisa il dirigente sindacale Confial - eppure, di fronte all'emergenza economico-produttiva e finanziaria, che asfissia mortalmente il settore della pesca, la politica è chiamata ad intervenire con misure straordinarie e immediate."Messina rilancia: "La Regione Siciliana per le peculiarità costituzionali, sul modello Azzorre e Paesi Baschi, può introdurre incentivi alle imprese e misure di sostegno con risorse proprie per superare criticità e difficoltà di imprese e famiglie di pescatori.""Il governo regionale batta un colpo - conclude Messina - e riscriva con le parti sociali un nuovo modello di sviluppo della pesca siciliana, partendo proprio dalle prerogative costituzionali, dalla fiscalità di vantaggio e da un piano straordinario che, partendo dalle misure emergenziali di ristoro per superare lo shock economico e produttivo, riscriva le regole del gioco in un settore che rimane strategico per l'economia siciliana e la sicurezza alimentare."

Comunicato stampa