Pantelleria, “Marthingana” primo olio IGP dell’isola. Intervista a Stefania De Carlis, titolare dell’Azienda
L’olio extravergine di oliva di Pantelleria dell’Azienda Agricola “Marthingana” di Stefania De Carlis ha ottenuto la certificazione IGP Sicilia. Il primo e unico olio della Perla Nera. Un risultato storico per l’isola.
Fondata nel 2008 attraverso il recupero di un uliveto abbandonato da oltre trent’anni, l’Azienda De Carlis produce un EVO monocultivar Biancolilla già premiato con il Bicchiere d’Argento al MIOOA di Milano.
L’IGP Sicilia rappresenta un primo importante passo verso la riconoscibilità dell’olio pantesco: uno strumento che tutela il lavoro agricolo e incentiva a non abbandonare gli uliveti in un territorio tanto unico quanto complesso. Un olio integro, non manipolato, che riflette l’anima selvaggia dell’isola.
Ne abbiamo parlato con Stefania De Carlis, titolare dell’Azienda Marthingana.
Buongiorno Stefania, il tuo olio ha ottenuto il marchio IGP. Cosa significa per te questo riconoscimento sia a livello personale che professionale?
A livello personale il riconoscimento del marchio IGP rappresenta per me un traguardo veramente importantissimo, nato dopo il convegno a Pantelleria Ogghiu Pantiscu Fest, quando abbiamo capito che l'olio di Pantelleria aveva bisogno di un riconoscimento. Il primo riconoscimento possibile cui si poteva accedere. Arrivare all’IGP Sicilia è stato molto impegnativo tra dedizione e difficoltà anche burocratiche, ma rappresenta un grande valore aggiunto. Sul piano professionale significa potere posizionare meglio il prodotto sul mercato: il marchio IGP è conosciuto e dà fiducia ai consumatori.
Qual è l'iter che hai dovuto intraprendere per raggiungere questo obiettivo?
Prima di tutto c’è il lavoro in campo che è sempre stato lo stesso anche perché da quattro anni ho intrapreso il percorso verso il biologico e a luglio di quest'anno potrò indicarlo in etichetta. La difficoltà maggiore è stata fare coincidere i tempi con il sopraluogo dell’ispettore IRVO, arrivato a ridosso della raccolta. Quest'anno ho fatto anche una raccolta un po' anticipata delle Biancolilla perché essendo una varietà delicata raccoglierla prima, quando è più ricca di polifenoli, aiuta a preservarne più a lungo le caratteristiche. Poi c’è stato tutto il lavoro sull’etichettatura: mi sono battuta per la sottozona Pantelleria, ma non è stato possibile inserirla. Per ora.
Quindi l'etichetta finale è quella dell'IGP Sicilia?
Sì esatto, per ora è IGP Sicilia senza la sottozona Pantelleria. Ho imbottigliato tardi proprio perché ho aspettato fino all'ultimo che ci fosse questo ulteriore passaggio in più che però non è stato possibile fare quest'anno.
Cosa rappresenta l'IGP per un territorio complesso e unico come Pantelleria?
L’IGP ottenuto è un risultato enorme, non solo per me ma per l'isola. Non possiamo avere una DOP Pantelleria perché manca storicità produttiva documentata. L’IGP è quindi un primo passo: la prima pietra per costruire nel tempo la storia e una identità condivisa dell’olio dell’isola. E per questo obiettivo raggiunto voglio ringraziare tutte le figure del Parco per il grande supporto e partecipazione attiva. Mai come oggi il Parco è un partner di grande valore e importanza con cui collaborare per portare avanti gli obiettivi legati al mondo dell'agricoltura e dell'ambiente specifico dell'isola. Mi auguro si possa fare sempre più rete per creare sinergie costruttive.
In che modo questo riconoscimento tutela e valorizza il lavoro degli olivocoltori dell'isola?
L'IGP Sicilia impone parametri precisi nel disciplinare, quindi tutela il lavoro fatto bene sul campo. Valorizza inoltre il prodotto sul mercato: un olio certificato può avere un posizionamento migliore e garantire un ritorno economico più giusto, incentivando gli agricoltori a non abbandonare gli uliveti.
Coltivare a Pantelleria non è semplice. Si parla di olivocoltura eroica. Cosa significa?
Significa soprattutto tanta fatica. Il lavoro si fa tutto a mano perché gli olivi sono bassissimi e spesso non si riescono a stendere nemmeno i teli. Bisogna avere schiena e mani molto buone. A questo si aggiungono vento costante, siccità, condizioni climatiche difficili. Negli ultimi anni, ad esempio, la mancanza di acqua ha creato grandi problemi. È davvero una agricoltura eroica.
Che rapporto hai con queste piante così particolari e uniche.
È un rapporto d’amore. Non venivo dal mondo agricolo, ma con gli ulivi è stato un vero innamoramento che mi ha portato dove sono oggi senza che io l'avessi mai messo in conto, non ci avevo mai pensato. Sono piante straordinarie, resilienti, che hanno bisogno di poco ma che sanno dare moltissimo. Quindi posso dire che sì, è un rapporto d’amore con gli olivi di Pantelleria.
Cosa ti piacerebbe che chi assaggia il tuo olio capisse di Pantelleria?
Che è un prodotto integro, un olio monocultivar Biancolilla. Un prodotto non manipolato, che rispecchia esattamente l'isola con il suo carattere autentico.
Cosa ti ha insegnato Pantelleria come imprenditrice e come donna.
Pantelleria mi ha insegnato tanto. Come donna mi ha insegnato pazienza, resilienza e ad andare all’essenziale spogliandomi di tante cose. Come imprenditrice mi ha rafforzato nella tenacia. Sono tenace già di carattere ma fare impresa su un’isola così complessa mi ha dato ancor più determinazione e capacità di non mollare mai. Pantelleria è davvero una scuola di vita.
Giuliana Raffaelli