Pantelleria, conclusa la 2^ edizione dello “Slow & Food Festival”

Redazione Prima Pagina Mazara

Nell’home restaurant "Dammare" si è conclusa la 2ª Edizione del Wild & Slow Festival, ideato dall’erborista tedesca e architetta del paesaggio Ines Lommatzsch e dall’Associazione Pantelleria Isola Slow. Quattro giornate di laboratori, conferenze, workshop che hanno esaltato tradizione, cucina naturale, fermentazione spontanea e biodiversità agricola dell’isola.

Il Festival ha offerto veri e propri percorsi degustativi: dalla kombucha all’opuntia, fino a piatti coraggiosi come il “pesce sciutto” con alga e grano antico Margherito, o il dolce “Dedicato alle api”, con favo intero dell’Etna e distillato di cera. Ma il festival non è stato solo un momento di alta cucina naturale. Le mattinate, sotto gli ulivi della tenuta, si sono trasformate in aule a cielo aperto. Qui ricercatori ed esperti si sono confrontati sulla tutela di un territorio fragile ma resiliente e sulla necessità di salvaguardare ecosistemi unici valorizzando le botaniche tradizionali.

Tommaso Lamantia, docente del Dipartimento di Scienze Agrarie e Forestali dell’Università di Palermo, nel suo talk ha puntato l’attenzione fondamentalmente su tre argomenti. Innanzitutto del problema della diffusione di alcune piante aliene a Pantelleriache sono un rischio per la diversità dell'isola. Poi della possibilità di produrre nell’isola piante ornamentali. “Pantelleria offre infatti tantissime opportunità perché ci sono molte piante spontanee eccezionali che consentirebbero di sviluppare un settore della veristica autonoma per la produzione dei semi, delle varietà di ortaggi coltivate sull’isola che sono al rischio di estinzione ma anche frutta tipica dell’isola” ha sottolineato Lamantia. Il docente ha infine parlato della problematica dei semi, della necessità di consentire ai piccoli agricoltori di commercializzare e diffondere tra loro semi autoctoni, cosa ora impossibile a causa di limiti legislativi.

Alla fine il docente ha approfondito il tema della lenticchia, una storia straordinaria che coinvolge tutto il Mediterraneo e di cui Pantelleria era indiscussa produttrice in passato. È stato mostrato un video (disponibile su youtube) girato dall’archeobotanica Claudia La Speciale, e con la quale Lamantia ha scritto un articolo scientifico, sulla storia della lenticchia nelle isole del Canale Sicilia, un approfondimento che punta a fare tornare a coltivare la lenticchia a Pantelleria come è successa a Ustica e come sta succedendo a Linosa.

Un legame, quello tra Ricerca e Terra, che trova il suo specchio naturale nelle Istituzioni che custodiscono la memoria botanica della nostra regione. Il festival ha sancito un ponte ideale tra le eccellenze di Pantelleria e i centri di studio del capoluogo siciliano, uniti nella missione di non disperdere un patrimonio genetico e culturale inestimabile.

Da Manlio Speciale, Curatore dell’Orto Botanico di Palermo, un invito a conoscere per rispettare il mondo vegetale che ci circonda. “Dobbiamo fare conoscere più possibile il mondo delle piante che è un mondo straordinario fatto di strategie, di interessi, di espressioni, di connessioni antropologiche legate alle tradizioni e legate proprio alla loro immanenza davanti a noi alla loro presenza che dobbiamo, in qualche modo, sempre più conoscere. Nelle mie esperienze di botanico all'Orto Botanico di Palermo, ma anche in altri giardini e in luoghi lasciati un po' allo stato brado senza intervento umano, ho notato con gli anni che passavano un equilibrio. A un certo punto che si raggiungeva fra le diverse specie vegetali esistenti un equilibrio dinamico che cambia di anno in anno ma che in qualche modo poi raggiunge una sorta di omeostasi, di equilibrio, di tranquillità, di perfetta capacità di convivenza”.

Giuliana Raffaelli