Minacce di revenge porn e riferimenti al boss: la trappola dello youtuber castelvetranese tesa a una donna romana

Redazione Prima Pagina Mazara

Una conoscenza nata nel mondo virtuale dei social network si è trasformata in un vero e proprio caso giudiziario nella Capitale. Una donna ha presentato una formale denuncia ai Carabinieri e alla Procura di Roma contro un creatore di contenuti digitale, originario di Castelvetrano, accusandolo di averle sottratto circa 25 mila euro attraverso manipolazioni psicologiche e pesanti minacce.

La relazione, inizialmente vissuta a distanza, era progredita fino alla scelta di una convivenza a Roma. Tuttavia, secondo quanto ricostruito dalla vittima, il clima sarebbe mutato rapidamente. L’uomo avrebbe iniziato a esercitare una forte pressione sulla compagna, vantando presunte vicinanze con contesti criminali e raccontando di aver abitato nello stesso stabile che ospitò Matteo Messina Denaro durante la sua latitanza. L’evocazione frequente del nome del boss siciliano sarebbe servita, secondo l'accusa, a creare un’aura di intimidazione necessaria a piegare la volontà della donna.

In questo contesto sono iniziate le dazioni di denaro. Le richieste erano partite con il pretesto di un prestito per l'acquisto di una vettura necessaria agli spostamenti lavorativi, per poi intensificarsi in una serie di bonifici e finanziamenti che hanno portato il debito complessivo a superare i 25 mila euro. Quando la capacità economica della donna si è esaurita e i pagamenti si sono interrotti, sono scattate le ritorsioni: l'uomo avrebbe minacciato di diffondere sul web immagini private e intime ottenute durante il loro rapporto.

Solo dopo la rottura definitiva della convivenza e l'uscita dell'uomo dall'abitazione, la donna ha trovato la forza di esporre i fatti alle autorità, sottolineando come il timore di ritorsioni fosse alimentato proprio dai riferimenti del soggetto alla criminalità organizzata del trapanese. Il procedimento si trova attualmente nella fase delle indagini preliminari, volta a verificare la fondatezza delle accuse di estorsione e minaccia aggravate.