Mazara, truffa ai danni di una tabaccheria: sottratti 2.900 euro dal conto gioco

Redazione Prima Pagina Mazara

Una telefonata apparentemente innocua, presentata come un intervento dell’assistenza tecnica, si sarebbe trasformata in una truffa da 2.900 euro ai danni del titolare di una tabaccheria di Mazara del Vallo. L’esercente ha presentato denuncia ai Carabinieri contro ignoti, chiedendo che vengano valutate dall’Autorità giudiziaria anche eventuali ulteriori fattispecie di reato.

La vicenda ha avuto inizio nel pomeriggio del 2 settembre, quando il titolare, nell’ambito della propria attività, si è accorto di un problema tecnico alle cosiddette “casse esterne”, terminali di gioco attraverso i quali i clienti possono effettuare autonomamente le proprie giocate dopo aver versato anticipatamente il denaro.

Alle 15.59 l’esercente ha quindi contattato l’assistenza clienti della società di scommesse online presso la quale dispone di un conto per le ricariche dei conti gioco, sul quale aveva un fido di 3.000 euro. Dopo circa 25 minuti di conversazione, l’operatrice, che parlava con accento rumeno, sarebbe riuscita ad accedere da remoto al sistema e a risolvere il problema.

Un’ora più tardi, però, è arrivata una seconda telefonata, questa volta da un’altra utenza. Erano circa le 17.25 quando un uomo, parlando perfettamente italiano, si è presentato come un tecnico della stessa società e ha chiesto al commerciante di verificare nuovamente il corretto funzionamento delle casse esterne.

L’interlocutore, secondo quanto riferito nella denuncia, era già a conoscenza dell’indirizzo e-mail dell’esercente e gli avrebbe inviato un codice OTP necessario, a suo dire, per consentire l’accesso remoto e procedere alle verifiche. Convinto di parlare con un operatore dell’assistenza, il titolare ha cliccato sul link e autorizzato l’accesso. La telefonata è durata circa dieci minuti.

Il giorno successivo, 3 settembre, alle 9.52, lo stesso numero ha richiamato nuovamente l’esercente. Una telefonata di poco più di un minuto, durante la quale l’uomo avrebbe effettuato un’ulteriore verifica, comunicando al titolare che era “tutto a posto”.

È stato proprio questo secondo contatto a insospettire il commerciante, che ha deciso di controllare il proprio conto. La verifica ha fatto emergere due operazioni che l’esercente ha dichiarato di non aver mai effettuato: un addebito di 1.500 euro, eseguito alle 17.35 del 2 settembre, e un secondo movimento di 1.400 euro, effettuato alle 17.41. In entrambi i casi il beneficiario risultava sconosciuto al titolare.

Immediata la nuova telefonata all’assistenza della società, alla quale l’esercente ha raccontato quanto accaduto. Il conto è stato bloccato e successivamente ripristinato, ma i 2.900 euro relativi alle due operazioni contestate non risultavano più nella disponibilità del titolare.

L’esercente ha quindi consegnato ai Carabinieri la documentazione in suo possesso, comprese le stampe delle movimentazioni del conto, indicando quelle da lui effettivamente riconosciute e contestando invece le due operazioni oggetto della denuncia.

Resta ora da chiarire chi si nasconda dietro le telefonate e, soprattutto, come sia stato possibile effettuare le due transazioni dopo l’accesso remoto autorizzato attraverso il codice OTP. Il titolare avrebbe inoltre chiesto alla società di scommesse informazioni sui destinatari delle somme, senza tuttavia ottenere, secondo quanto denunciato, dati ritenuti utili per identificarli.

Saranno adesso gli accertamenti investigativi a dover ricostruire ogni passaggio della vicenda e stabilire se l’accesso remoto e le successive movimentazioni siano riconducibili agli autori della presunta truffa.