Mazara, strade danneggiate, Futuristi: "prima di nuove ordinanze si accertino responsabilità su mancati controlli"
Riceviamo e pubblichiamo una nota del segretario del movimento Futuristi, Vito Di Giovanni. Ecco quanto si legge:
"Il sindaco Salvatore Quinci oggi annuncia misure restrittive nei confronti degli enti e delle imprese che intervengono sul suolo pubblico senza restituire alla città strade adeguatamente ripristinate. È un provvedimento che arriva dopo che per troppo tempo le arterie cittadine sono rimaste segnate da rattoppi, scavi e ripristini che, a giudicare dalle condizioni di numerose strade, non hanno restituito ai cittadini una viabilità decorosa e sicura". Lo afferma Vito Di Giovanni, segretario del movimento Futuristi, intervenendo sulle dichiarazioni del sindaco di Mazara del Vallo. La nuova ordinanza prevede, infatti, la sospensione delle autorizzazioni per nuove manomissioni del suolo pubblico fino alla sistemazione definitiva delle strade interessate dai precedenti interventi.
"La domanda che poniamo -prosegue Di Giovanni- è semplice: dove sono stati i controlli fino ad oggi? Se il Comune è costretto ad adottare adesso misure così drastiche perché le strade non sono state ripristinate correttamente, bisogna spiegare ai cittadini come sia stato possibile che determinati lavori siano stati eseguiti e successivamente considerati conclusi senza che il risultato fosse quello richiesto". .
Secondo il segretario dei Futuristi, "non può bastare un'ordinanza per cancellare ciò che è accaduto prima. Il problema non è soltanto impedire nuovi scavi: è pretendere immediatamente il ripristino a regola d'arte delle strade già danneggiate".
"Non si può dare l'impressione -sottolinea Di Giovanni- che chi ha provocato un danno possa continuare ad operare come se nulla fosse, semplicemente assumendo l'impegno di sistemare successivamente ciò che non è stato sistemato prima. La pubblica amministrazione deve essere in grado di verificare i lavori, contestare le irregolarità, pretendere il ripristino e, quando necessario, applicare tutte le conseguenze previste dalle norme e dai contratti"..
Di Giovanni pone quindi un'altra questione: chi aveva il compito di vigilare sulla corretta esecuzione dei lavori? "È necessario individuare con precisione, afferma Di Giovanni, quali uffici, responsabili, direttori dei lavori, tecnici o soggetti incaricati dei controlli abbiano seguito gli interventi sulle strade cittadine. Non stiamo accusando qualcuno di responsabilità che dovranno eventualmente essere accertate nelle sedi competenti. Stiamo chiedendo una cosa elementare: trasparenza sui controlli effettuati e sulle responsabilità amministrative». "Se un'impresa realizza un intervento e lascia una strada in condizioni inadeguate- aggiunge- il Comune deve avere gli strumenti per intervenire immediatamente.
Non può essere il cittadino, con le proprie segnalazioni e le proprie proteste, a dover ricordare all'amministrazione che una strada è stata manomessa e non è stata restituita in condizioni di sicurezza..
Il segretario dei Futuristi contesta infine quello che definisce "il carattere propagandistico di una misura che rischia di apparire come una risposta tardiva a un problema che l'amministrazione avrebbe dovuto affrontare attraverso controlli costanti. Le strade non hanno bisogno di annunci, ma di ripristini. I cittadini non hanno bisogno di spiegazioni, ma di controlli efficaci. Il sindaco faccia immediatamente un censimento di tutti i cantieri che hanno interessato il manto stradale, renda pubblici gli interventi ancora da ripristinare e indichi chi era incaricato di verificarne la corretta esecuzione. Questa -conclude Di Giovanni- sarebbe una vera assunzione di responsabilità.
Perché governare una città significa anche vigilare sul modo in cui vengono eseguiti i lavori sul suo patrimonio pubblico. Prima di chiedere alle imprese di fare bene domani ciò che non è stato fatto bene ieri, sarebbe doveroso spiegare ai cittadini perché ieri nessuno ha impedito che venisse fatto male".