Mazara, "Slow Food Day 2026" alla Taverna di Mare "ControCorrente": una serata tra identità marinara, gusto e cultura
Una splendida serata all'insegna del gusto, della memoria e dell'identità territoriale quella che si è svolta ieri sera presso la Taverna di Mare "ControCorrente", sotto il suggestivo porticato del Seminario Vescovile affacciato su Piazza della Repubblica, in occasione dello "Slow Food Day 2026", promosso dalla Condotta Slow Food "Vallo di Mazara" in partnership con l'Associazione "Strada del Vino e dei Sapori Val di Mazara".
L'iniziativa, dal titolo "Radici e Futuro: Chiocciola in Cucina, storie di cibo, vignaioli e marinai", ha rappresentato un autentico viaggio nei sapori, nelle tradizioni e nei racconti che caratterizzano il territorio della Val di Mazara, celebrando al contempo i valori fondanti di Slow Food: un cibo buono, pulito e giusto. L'edizione 2026 assume un significato particolarmente speciale poiché coincide con i quarant'anni di Slow Food Italia, il movimento nato per difendere la biodiversità alimentare, le tradizioni gastronomiche e le produzioni locali.
Una ricorrenza che è stata ricordata con emozione nel corso della serata, la prima celebrata senza il suo storico fondatore Carlo Petrini, figura centrale nella diffusione della cultura Slow Food nel mondo. Un ricordo particolare è stato dedicato alla sua visita a Mazara del Vallo nel 2012, in occasione della manifestazione "Slow Sea Land", organizzata insieme al Distretto della Pesca guidato allora dal presidente Giovanni Tumbiolo, evento antesignano del successivo Blue Sea Land nato dal 2013.
Ad aprire la serata è stata la presidente della Condotta Slow Food Vallo di Mazara, Serafina Di Rosa, che ha illustrato il significato dello Slow Food Day, in programma dal 12 al 14 giugno 2026 con iniziative diffuse in tutta Italia.
"Sostenere lo Slow Food Day significa investire nella qualità, nella biodiversità e nelle identità culturali del nostro territorio – ha dichiarato Di Rosa (in foto di copertina nel corso del suo intervento di presentazione della serata) –. Celebrare questa giornata significa valorizzare le eccellenze locali e le filiere sostenibili. Dai mercati contadini alle degustazioni, dai laboratori del gusto alle cene condivise, gli eventi organizzati in tutta Italia diventano momenti di incontro e consapevolezza. Perché il cibo non è solo nutrimento: è cultura, memoria e relazione". Un messaggio forte che invita a rallentare in una società sempre più frenetica, recuperando autenticità, stagionalità e rispetto per il lavoro di chi produce il cibo.
Partner dell'iniziativa è stata l'Associazione "Strada del Vino e dei Sapori Val di Mazara", impegnata nella promozione dell'enoturismo e delle eccellenze agroalimentari del territorio, rappresentata dal presidente Mario Tumbiolo, che ha sottolineato l'importanza di creare una rete tra produttori, operatori turistici, istituzioni e mondo associativo per valorizzare il patrimonio enogastronomico locale.
Protagonista assoluto della serata è stato lo chef Bartolomeo Marmoreo, che attraverso i suoi piatti e il racconto delle tradizioni marinare mazaresi ha saputo trasformare la cena in una vera esperienza culturale. Ogni portata è diventata occasione per raccontare il mare, il lavoro dei pescatori e le antiche ricette tramandate di generazione in generazione.
Il percorso gastronomico è iniziato con una raffinata bruschetta preparata con pane di "vastedda" di semola rimacinata realizzato dal panificio di Tony Maltese, arricchita da pomodorino fresco, basilico, mandorle e alici.
A seguire è stata servita la tradizionale "ghiotta di li marinara" con pesce con patate, una zuppa che rappresenta uno dei simboli della cucina marinara mazarese e che lo chef Marmoreo ha riproposto nella sua versione più autentica, sottolineandone il valore non soltanto gastronomico ma anche sociale, quale riconoscimento del lavoro e della dignità dei pescatori, un piatto che rappresenta un patrimonio di saperi, sapori e tradizioni legate al mare. La "ghiotta" tradizionale con il pesce palombo è stata servita con pasta rustichello spezzata prodotta dalla storica azienda Poiatti di Mazara del Vallo, che quest'anno celebra l'importante traguardo degli ottant'anni di attività.
Presenti per l'occasione i giovani rappresentanti della proprietà, Domenico Poiatti e Francesco Asaro, insieme al responsabile del Controllo Qualità Isidoro Bono.
Ad accompagnare le portate sono stati un elegante Grillo e un Rosato delle Cantine Assuli di Mazara del Vallo, presentati dall'enologo Fabio Fonte, che ha illustrato caratteristiche e peculiarità dei vini, espressione autentica del territorio.
Gran finale con uno dei dolci più rappresentativi della tradizione cittadina: i celebri "muccunetti" preparati dalle monache di clausura del Monastero di San Michele, testimonianza di una cultura gastronomica che continua a custodire storia, fede e identità.
Numerosi gli ospiti intervenuti all'evento, tra cui Vita Maria Galfano, presidente della Condotta Slow Food Castelvetrano-Agro Selinuntino, la dirigente scolastica dell'Istituto "G. Grassa" Mariella Misuraca, la presidente della sezione locale della Fidapa, Angelica Ajello, la presidente dell'Associazione "Amici della Musica", Flora Savona, oltre a professionisti, imprenditori, rappresentanti del mondo della cultura e dell'associazionismo del territorio.
L'obiettivo condiviso da tutti i partecipanti è stato quello di rafforzare una rete locale capace di promuovere e valorizzare le eccellenze enogastronomiche della Val di Mazara, facendo del cibo uno strumento di sviluppo sostenibile, conoscenza e coesione sociale. Una serata (vedi altre foto nella gallery a seguito dell'articolo) che ha saputo unire convivialità, cultura e consapevolezza, dimostrando ancora una volta come il cibo possa diventare racconto del territorio e ponte tra passato e futuro. Perché, come ricordano i promotori dello Slow Food Day, momento prezioso per rafforzare il legame tra comunità, territorio e cultura del cibo, ogni scelta alimentare può contribuire a costruire un futuro più sostenibile, ogni scelta quotidiana può fare la differenza: conoscere l'origine di ciò che mangiamo, sostenere chi produce in modo etico e imparare nuovamente ad assaporare il tempo sono piccoli gesti capaci di costruire un futuro più sostenibile per tutti.
Francesco Mezzapelle