Mazara, Pesca, pescherecci ancora tutti in porto. Cosa succederà nelle prossime ore?

Redazione Prima Pagina Mazara

Fino a questa mattina nessun peschereccio della marineria di Mazara del Vallo è uscito in mare per riprendere l’attività di pesca. Ricordiamo che il fermo tecnico è terminato alla mezzanotte del 5 ottobre. Dopo oltre due mesi di sostanziale inattività, il ritorno in mare della flotta si presenta infatti frammentato e carico di interrogativi, in un comparto che continua a fare i conti con costi di gestione elevati, a partire dal elevatissimo prezzo del gasolio, con le ormai limitate quote di pesca e con difficoltà economiche sempre più pesanti.

Negli ultimi giorni si sono susseguite diverse riunioni tra gli armatori, caratterizzate anche da divergenze e momenti di tensione, proprio sulla decisione da assumere davanti a una crisi che mette sotto pressione la tenuta economica delle imprese. Le tensioni sono continuate anche nel tardo pomeriggio di ieri e fino a tarda serata con oltre un centinaio di pescatori e armatori in porto riuniti per “disincentivare” l’uscita di alcuni pescherecci pronti a riprendere il mare. Stamattina al porto nuovo grande movimento di persone nelle banchine e a bordo dei pescherecci ma nessuno ha molalto gli ormeggi (vedi foto da noi scattata questa mattina).      

“Nonostante la conclusione del periodo di fermo biologico, per la marineria mazarese nulla è cambiato. Le attività non sono riprese perché non ci sono le condizioni economiche per farlo. Di conseguenza la categoria non può avere quella boccata d'ossigeno di cui tanto avrebbe bisogno; il settore è schiacciato da criticità strutturali irrisolte, dal caro-carburante e da una crisi economica che mette a rischio la sopravvivenza stessa delle imprese di pesca e dei posti di lavoro”. A denunciarlo sono i segretari generali di Flai Cgil, Fai Cisl e Uila Uil Trapani Giovanni Di Dia, Massimo Santoro e Leonardo Falco che hanno ribadito lo stato di agitazione dei pescatori della stessa marineria.

“Vogliamo sottolineare il silenzio assordante delle parti datoriali, alle quali era stato richiesto con urgenza un tavolo di confronto per affrontare le emergenze del comparto. Auspichiamo che, quando arriveranno i fondi da parte della Regione nei confronti delle parti datoriali per far fronte al caro gasolio, il 50 per cento vada ai pescatori visto il contratto alla parte. Ad oggi, continuano a registrare una totale assenza di risposte, un atteggiamento inaccettabile di fronte a una categoria che grida la propria disperazione”.

I Sindacati, alla luce di questa situazione di stallo e della totale indifferenza istituzionale e datoriale, si dicono pronti a mettere in campo ulteriori e più incisive forme di mobilitazione a tutela dei lavoratori e delle loro famiglie. "Il fermo biologico è terminato, ma per i nostri pescatori e per le imprese non è cambiato assolutamente nulla – spiegano Di Dia, Santoro e Falco - Ci ritroviamo con gli stessi problemi di prima, aggravati da un silenzio imbarazzante da parte delle associazioni datoriali che continuano a ignorare le nostre richieste di incontro. Non possiamo tollerare che si continui a fare orecchie da mercante sulla pelle di chi vive di mare. Lo stato di agitazione resta fermamente confermato: pretendiamo risposte concrete e un piano d’azione immediato per salvare la marineria di Mazara del Vallo dal collasso".

Francesco Mezzapelle