Mazara, parte della flotta pronta a tornare in mare. Adamo (Federpesca) "Ripartiamo con speranza, ma vigileremo..."
Il fermo tecnico è terminato alla mezzanotte del 5 ottobre, ma per la marineria di Mazara del Vallo la ripartenza è tutt’altro che un ritorno alla normalità. Dopo oltre due mesi di sostanziale inattività, il ritorno in mare della flotta si presenta infatti frammentato e carico di interrogativi, in un comparto che continua a fare i conti con costi di gestione elevati, quote di pesca e difficoltà economiche sempre più pesanti.
Negli ultimi giorni si sono susseguite diverse riunioni tra gli armatori, caratterizzate anche da divergenze e momenti di tensione, proprio sulla decisione da assumere davanti a una crisi che mette sotto pressione la tenuta economica delle imprese. Alla fine, un gruppo di imbarcazioni ha scelto di riprendere immediatamente l’attività, in particolare le società armatoriali aderenti a Federpesca.
A spiegare le ragioni della scelta è Santino Adamo (in foto scattata questa mattina nel porto di Mazara del Valo), vicepresidente nazionale di Federpesca e responsabile locale dell’associazione, che guarda alla ripartenza con prudente fiducia, ma senza nascondere le numerose incognite che restano sul futuro della flotta mazarese.
"Abbiamo rassicurazioni circa gli impegni assunti dal Governo dopo l’incontro di Roma con il ministro Francesco Lollobrigida e il sottosegretario Patrizio La Pietra – afferma Adamo –. Abbiamo ricevuto rassicurazioni dal ministro a partire dalla misura già in vigore sul costo del carburante, con l’immediato sconto alla pompa del 20% applicato da Eni, al quale le altre compagnie si sono allineate, con il prezzo ad oggi di circa 1,05 euro a litro".
Il costo del gasolio rappresenta infatti uno dei nodi principali della crisi della pesca mazarese. La riduzione del prezzo viene quindi considerata dagli armatori un primo segnale positivo, ma non sufficiente da sola a garantire la sostenibilità economica delle imprese.
"Riprendiamo il mare con speranza – sottolinea Adamo – ma vigileremo affinché nella prossima legge finanziaria siano introdotte le misure da noi richieste". Una piattaforma di interventi che la delegazione mazarese ha consegnato al Governo durante l’incontro romano e che comprende una serie di provvedimenti ritenuti strategici per evitare che la crisi si trasformi in un progressivo ridimensionamento della flotta.
"La ristrutturazione della flotta è infatti uno dei punti della piattaforma consegnata a Roma dalla delegazione mazarese – spiega Adamo –, insieme alla richiesta di un sostegno diretto sul carburante, alla possibilità di trasferire temporaneamente le quote di gambero rosso non utilizzate dalle GSA con eccedenze verso quelle prossime all’esaurimento e al passaggio dalle quote di segmento a quote individuali".
Proprio la gestione delle quote di gambero rosso rappresenta uno dei temi più delicati per la marineria di Mazara del Vallo. La possibilità di rendere più flessibile l'utilizzo delle quote viene considerata dagli operatori una condizione necessaria per evitare che parte della capacità di pesca rimanga inutilizzata mentre altre GSA si avvicinano rapidamente all’esaurimento della disponibilità. Su questo fronte, secondo quanto riferito dal vicepresidente nazionale di Federpesca, il Governo avrebbe assicurato l’apertura di un confronto specifico.
"Il Governo ha assicurato l’apertura di un tavolo tecnico sul gambero rosso", afferma Adamo. Ma la piattaforma rivendicativa della marineria non riguarda soltanto la sostenibilità economica delle imprese. Sul tavolo ci sono anche le condizioni di lavoro e le tutele per i pescatori, soprattutto durante i lunghi periodi di fermo dell’attività. "Sul tavolo – conclude Adamo – anche l’estensione della Cisoa ai lavoratori della pesca durante i periodi di fermo e il riconoscimento del lavoro del pescatore come attività usurante ai fini pensionistici"..
La ripartenza della flotta mazarese assume così un significato che va oltre il semplice ritorno in mare dopo il fermo tecnico. È una ripartenza condizionata dalle promesse del Governo (contando anche nei prossimi mesi il dibattito politico sarà certamente più acceso in vista delle prossime elezioni sia regionali che nazionali) e dalla capacità di trasformare gli impegni assunti a Roma in provvedimenti concreti. Gli armatori che hanno deciso di mollare gli ormeggi lo fanno dunque con una prospettiva di speranza, ma anche con la consapevolezza che i prossimi mesi saranno decisivi per capire se la crisi potrà essere arginata o se la marineria sarà costretta ad affrontare nuove e più profonde difficoltà.