Mazara, microcriminalità: giovane aggredito e inseguito da un branco per un saluto frainteso

Redazione Prima Pagina Mazara

Un giovane cittadino ha denunciato, tramite un post su Facebook, un grave episodio di violenza di cui è stato vittima nella notte di sabato a Mazara del Vallo. Tutto sarebbe iniziato poco dopo la mezzanotte, quando l'uomo, terminato il turno di lavoro, stava rientrando a casa a bordo del suo scooter. Ad un certo punto sarebbe stato raggiunto da un gruppo di circa quattro scooter con a bordo sei o sette giovani che gli facevano segno di fermarsi. Ignaro del pericolo, l'uomo avrebbe accostato per chiedere cosa volessero, venendo immediatamente aggredito verbalmente con toni minacciosi.

I ragazzi lo avrebbero accusato di aver rivolto loro il dito medio poco prima, un gesto che l'autore del post spiega essere nato da un malinteso: poco prima di incrociare il gruppo, l'uomo avrebbe infatti salutato goliardicamente alcuni amici, mandandoli bonariamente a quel paese, e il gruppo di scooteristi, situato poco più avanti, deve aver interpretato erroneamente quel gesto come rivolto a loro. Nonostante l'equivoco, la reazione del branco è stata di una ferocia ingiustificata. Senza dargli il tempo di spiegare, due giovani sono scesi dai mezzi con fare minaccioso e qualcuno ha lanciato un oggetto contro il suo scooter, che avrebbe provocato un grosso buco nel paravento.

Mentre la vittima cercava inutilmente di calmarli, un secondo colpo ancora più forte avrebbe distrutto completamente il vetro. Sentendosi in pericolo di vita e vista l'evidente inferiorità numerica, l'uomo si sarebbe dato alla fuga. Ne è scaturito un inseguimento per mezza città, durante il quale il più accanito del gruppo avrebbe tentato ripetutamente di farlo cadere colpendolo con dei calci mentre erano in corsa. Terrorizzato e con il cuore a mille, l'uomo sarebbe riuscito a raggiungere il Commissariato più vicino per mettersi in salvo.

Una volta rientrato a casa stremato, mentre stava per chiudere il portone, sarebbe stato nuovamente raggiunto da uno dei componenti del gruppo che lo avrebbe minacciato di morte. La vittima, che descrive l'accaduto come il peggior quarto d'ora della sua vita, ha lanciato un appello sottolineando la gravità del fatto che a Mazara si rischi il massacro anche solo per un saluto frainteso. L'episodio riaccende i riflettori su una violenza e una paura che colpiscono sempre più i cittadini e i giovani, ormai protagonisti frequenti di fatti di cronaca legati a una microcriminalità che non accenna a ridursi.

Spesso questi atti, che includono furti ai danni di attività commerciali come bar e negozi del centro, sono compiuti da giovani già noti alle forze dell'ordine e appaiono strettamente legati all'acquisto e al consumo di sostanze stupefacenti, in particolare il crack. Questa piaga sociale, diffusa in varie zone della città come confermato dalle recenti operazioni antidroga, sembra essere il motore principale dei fenomeni di violenza che caratterizzano la movida mazarese. Nonostante l'approvazione di ordini del giorno in Consiglio comunale e le decisioni del Comitato Provinciale per l'Ordine e la Sicurezza per potenziare i controlli e le risorse, emerge chiaramente un problema di sicurezza urbana.

Oltre alla necessaria repressione, appare fondamentale un intervento delle politiche giovanili e sociali nel medio e lungo periodo. Servono azioni concrete per contrastare il disagio diffuso e la recrudescenza della criminalità giovanile, andando oltre la semplice gestione dell'emergenza.