Mazara, malviventi non risparmiano neanche il cimitero: furti e atti vandalici nella notte
Nemmeno i morti possono stare tranquilli. Anche il cimitero di Mazara del Vallo è diventato un luogo dove qualcuno può entrare indisturbato, spaccare, divellere, rubare e andarsene con il proprio “bottino”. Con una differenza rispetto agli altri furti: qui non si colpiscono soltanto cose, ma soprattutto la memoria e il dolore delle famiglie.
Nella notte appena trascorsa, ignoti si sono introdotti all’interno del cimitero comunale e hanno preso di mira una cappella privata, dalla quale sono stati portati via arredi e vasi in bronzo. Ma evidentemente non era sufficiente. In diversi reparti del camposanto sono state divelte anche alcune lapidi, sempre con l’obiettivo di appropriarsi di vasi e altri elementi in bronzo. Un’incursione in piena regola, dunque, compiuta in un luogo che dovrebbe rappresentare silenzio, rispetto e raccoglimento. E che invece, per qualcuno, sembra essere diventato semplicemente un altro posto dove andare a caccia di qualcosa da rubare.
La vicenda è stata denunciata dal Comune ai carabinieri della Compagnia di Mazara del Vallo, che hanno avviato gli accertamenti per cercare di risalire agli autori. A questo punto potrebbero rivelarsi preziose le immagini delle telecamere di videosorveglianza presenti nei pressi degli ingressi del cimitero. Sempre che, naturalmente, siano funzionanti e abbiano effettivamente registrato qualcosa.
Restano i danni. Restano le lapidi spaccate. Restano gli arredi strappati dalle tombe. E soprattutto resta l’indignazione dei familiari, costretti a vedere violato persino il luogo nel quale riposano i propri cari. Non è una bravata. Non è una ragazzata. È un atto di vigliaccheria e di profonda inciviltà. E sarebbe fin troppo facile liquidare tutto come l'ennesimo episodio isolato (anche se non è la prima volta che raccontiamo di furti e atti vandalici al cimitero). Il problema, invece, è che in Città continuano a verificarsi episodi che alimentano una crescente sensazione di insicurezza. Un quadro nel quale la microcriminalità, lo spaccio e il consumo di droga rappresentano una questione che non può essere ignorata.
Qualche giorno fa erano stati rubati i cavi di alimentazione delle ambulanze in servizio presso la sede locale del 118, mettendo a rischio un presidio destinato all’emergenza sanitaria. Adesso qualcuno è arrivato persino dentro un cimitero, senza alcun rispetto per i defunti e per chi ogni giorno si reca davanti a una tomba per ricordare una persona cara. Che cosa ci sia dietro questi episodi lo stabiliranno le indagini. Ma una domanda resta: quanto ancora bisogna apettarsi prima di capire che il problema non riguarda soltanto ciò che viene rubato, ma il senso stesso di sicurezza e rispetto? Perché quando si arriva a rubare anche in un cimitero, forse non si è semplicemente superato un limite. Quel limite, evidentemente, qualcuno lo ha fatto sparire insieme ai vasi di bronzo. E ai familiari delle persone sepolte resta soltanto la tristezza di dover ricomporre ciò che è stato distrutto.