Mazara, l’Istituto R. D’Altavilla omaggia Maria Cristina Gallo con l’iniziativa “Fra fiaba e mito. Camilleri cunta…”
Leggere per vivere, promosso dal Comune di Mazara del Vallo, rappresenta il cuore e il significato più profondo dell’iniziativa “Fra fiaba e mito. Camilleri cunta…”, realizzata venerdì 20 febbraio 2026 nell’ambito della campagna nazionale Libriamoci, promossa dal Centro per il libro e la lettura.
Con questa partecipazione, l’Istituto rafforza concretamente la rete territoriale che riconosce nella lettura uno strumento essenziale di crescita culturale, inclusione sociale e cittadinanza attiva, confermando il proprio impegno nel costruire alleanze educative tra scuola, istituzioni e comunità. L’iniziativa si inserisce quindi in una visione più ampia: non solo un evento scolastico, ma un tassello di un progetto condiviso di promozione della cultura sul territorio.
In un tempo in cui gli istituti tecnici sono spesso percepiti esclusivamente come luoghi della formazione scientifica e professionale, il percorso proposto ha dimostrato quanto il sapere umanistico rappresenti una componente fondamentale della crescita degli studenti. L’Istituto ha scelto di aderire al filone tematico “Cantare la bellezza”, dedicato alla scoperta della bellezza nascosta nel creato, nei mondi immaginari e nel linguaggio capace di costruirli, proponendo una maratona di lettura ad alta voce che ha coinvolto studenti, docenti e comunità scolastica in un’esperienza di ascolto condiviso e partecipazione emotiva.
Le attività dedicate alla promozione della lettura affondano le loro radici nell’impegno avviato dalla compianta professoressa Maria Cristina Gallo, che ha sempre creduto profondamente nel valore educativo dei libri e della parola condivisa, considerandoli occasioni privilegiate di incontro, dialogo e formazione umana oltre che culturale.
Il Circolo dei lettori, fondato dalla professoressa Anna Lisa Lo Sciuto, nasce proprio nel solco di questa eredità ideale e ne porta avanti lo spirito con continuità. Ogni anno riesce infatti a coinvolgere studentesse e studenti di tutti gli indirizzi di studio, promuovendo iniziative che mettono in relazione scuola, docenti e territorio all’interno di un percorso condiviso di scoperta, partecipazione e crescita culturale. Un impegno che oggi si consolida ulteriormente grazie all’ingresso nel Patto per la Lettura cittadino.
Il progetto ha preso vita attraverso una maratona di lettura interna alla scuola, durante la quale le classi hanno dato voce a brani tratti dalla Trilogia delle trasformazioni di Andrea Camilleri. Le storie — attraversate da metamorfosi, natura e identità — hanno accompagnato i lettori in un viaggio che non è stato soltanto letterario, ma anche umano e formativo.
Accanto alle letture, nei corridoi dell’Istituto è stato allestito un “banchetto delle parole”, pensato per coinvolgere docenti, studenti e personale: piccoli biglietti con frasi e citazioni sono stati donati ai partecipanti, trasformando lo spazio scolastico in un luogo simbolico di incontro, relazione e condivisione.
Il percorso continuerà il 24 febbraio, quando gli studenti porteranno le fiabe di Camilleri presso il plesso “Santa Gemma” di Mazara del Vallo, leggendo ai bambini della scuola primaria in un significativo momento di scambio intergenerazionale e continuità educativa, in piena coerenza con gli obiettivi del Patto per la Lettura.
L’esperienza ha evidenziato come, anche in un contesto tecnico, la dimensione umanistica non rappresenti un elemento accessorio, ma una risorsa fondamentale: la lettura ad alta voce educa all’ascolto, sviluppa competenze linguistiche e comunicative, rafforza la capacità di interpretazione e stimola il pensiero critico, competenze oggi sempre più richieste anche nei percorsi professionali e tecnologici.
Ci ha sempre creduto la nostra dirigente, Maria Grazia Lisma, che da sempre promuove la cultura umanistica nel nostro Istituto.
Riscoprire l’oralità — quella del racconto condiviso che un tempo nasceva attorno al fuoco — significa restituire centralità alla parola come strumento di conoscenza, relazione e costruzione di identità. In questo senso, l’iniziativa rappresenta un esempio concreto di come la formazione tecnica e quella umanistica possano dialogare e integrarsi, contribuendo insieme alla crescita completa della persona e alla costruzione di una comunità che legge.
Come scrive Andrea Camilleri:
«Verso gli ottant’anni ho cominciato ad avere alquanto a noia le autostrade che percorrevo da tempo… Mi ero accorto che c’erano degli svincoli che conducevano a paesaggi inesplorati».
Un invito che la scuola ha raccolto pienamente: uscire dalle strade già tracciate per esplorare nuovi orizzonti, dove competenze tecniche, sensibilità culturale e responsabilità civica si incontrano, formando cittadini consapevoli, curiosi e capaci di immaginare il futuro.