Mazara, emergenza visite per i marittimi (dell’intera provincia): un solo medico e attese fino a 15 giorni
Tornano al centro dell’attenzione le lunghe file, le liste d’attesa e i disagi al Servizio di Assistenza Sanitaria ai Naviganti (SASN) di via San Nicolò 6, a Mazara del Vallo. Da quando lo stesso servizio di cassa marittima a Trapani è stato interrotto la situazione presso l’ambulatorio mazarese è divenuta insostenibile.
Nell’ambulatorio mazarese confluiscono infatti i marittimi provenienti dall’intero bacino provinciale, ma a gestire le visite (dalle ore 8 alle 14) vi è un solo medico. Fino a qualche mese fa vi era anche un altro medico adesso però in pensione. Per non parlare che da alcuni mesi l’ufficio non è più operativo nella giornata di sabato.
Una carenza che si traduce in code interminabili (vedi foto scattata da un utente) fin dalle prime ore del mattino, tempi di attesa prolungati e tensioni tra gli utenti e gli operatori dell’ufficio. Nei giorni scorsi, secondo quanto riferito, si sarebbe reso necessario persino l’intervento dei Carabinieri.
A preoccupare maggiormente sono i ritardi nelle visite biennali obbligatorie e nelle visite preventive d’imbarco, indispensabili per consentire ai lavoratori del mare di svolgere regolarmente la propria attività. Per ottenere una visita biennale, i marittimi sarebbero costretti ad attendere oltre 15 giorni, mentre per quella preventiva d’imbarco sarebbero necessari diversi giorni. Dando priorità agli imbarchi immediati, vedi in particolare per il settore della pesca (in particolare quello di Mazara del Vallo ove in questi giorni, terminato il fermo tecnico lo scorso 5 ottobre, nonostante la proclamata agitazione diversi pescherecci riprendono l’attività), slittano le visite programmate per appuntamento. Una lavoratrice di Trapani è stata costretta a ritornare tre giorni seguito.
Tempi che rischiano di ripercuotersi direttamente sull’operatività delle imprese di pesca. A pagare le conseguenze non sono soltanto i marittimi, costretti ad affrontare lunghe attese, ma anche gli armatori e le attività economiche collegate alla filiera ittica.
La richiesta che arriva dal comparto marittimo è quella di interventi immediati per potenziare il servizio, riorganizzare le visite e garantire tempi compatibili con le esigenze di un settore già alle prese con numerose difficoltà.
L’auspicio è che i responsabili dell’Usmaf-Sasn di Palermo, il Dipartimento regionale della Pesca Mediterranea, e l’Assessorato regionale della Salute, ma anche le istituzioni locali e provinciali affrontino rapidamente la questione, individuando soluzioni concrete. Garantire l’assistenza sanitaria ai naviganti in tempi ragionevoli significa tutelare la salute e la sicurezza dei lavoratori, ma anche evitare che inefficienze organizzative si trasformino in ulteriori ostacoli per le imprese e gli stessi lavoratori in un periodo socio-economico già abbastanza complicato.
Francesco Mezzapelle