Mazara, domani si celebrerà la Solennità di Santa Gemma e conclusione dei solenni festeggiamenti

Redazione Prima Pagina Mazara

Domani, sabato 16 maggio, la comunità della Parrocchia Santa Gemma di via Castelvetrano a Mazara del Vallo celebrerà la Solennità della sua Santa Titolare, concludendo così i solenni festeggiamenti dedicati a Santa Gemma Galgani.

Due le celebrazioni eucaristiche in programma: alle ore 9.30 e alle ore 19. La celebrazione serale sarà presieduta dal parroco don Franco Geraldo Caruso. Nel corso della liturgia si terranno il tradizionale rito dell’accensione della lampada votiva, che quest’anno sarà consegnata dai benefattori della parrocchia, l’atto di affidamento alla Santa e la consegna del premio “GEMMA 2026”.

Nel frattempo, sulla pagina Facebook della parrocchia continuano ad arrivare messaggi di auguri e vicinanza alla comunità. Tra questi quello di don Jean Carlos Poveda, sacerdote venezuelano e amico della comunità parrocchiale, che nel suo videomessaggio ha invitato i fedeli a guardare alla figura di Santa Gemma come esempio di giovane dal cuore aperto a Dio e testimone di un rapporto autentico e profondo con il Signore. Don Jean Carlos ha sottolineato come la santa possa ancora oggi aiutare i credenti ad avvicinarsi maggiormente a Gesù attraverso la sua testimonianza di vita e di fede.

Sono giunti anche gli auguri del vescovo della Diocesi di Mazara del Vallo, monsignor Angelo Giurdanella, che nel suo messaggio alla comunità ha richiamato il tema scelto per l’edizione 2026 della festa, “L’amore fa tutto”, soffermandosi sul significato dell’amore cristiano come dono ricevuto da Dio e accolto nella propria vita.

Il vescovo ha indicato Santa Gemma come donna capace di vivere in profondità le virtù della fede, della speranza e della carità, invitando la comunità a lasciarsi guidare dall’essenziale della fede anche nei momenti di oscurità e difficoltà. Monsignor Giurdanella ha infine consegnato alla comunità tre parole chiave: “gratuità”, intesa come amore ricevuto da Dio; “reciprocità”, che genera fraternità; e “apertura”, perché il Vangelo e l’Eucaristia non siano vissuti come esperienza chiusa, ma condivisi con tutti.