Mazara del Vallo protagonista a Terra Madre con la Condotta Slow Food “Il Vallo di Mazara”
Nell’ambito di Terra Madre 2026, è stato presentato uno dei simboli più autentici della tradizione gastronomica di Mazara del Vallo: la Vastedda dei pescatori, antica preparazione legata alla cultura marinara e alla storia alimentare della città.La partecipazione è stata promossa dalla Condotta Slow Food “Il Vallo di Mazara”, che ha presentato e raccontato la Vastedda nel programma delle iniziative organizzate per celebrare i 40 anni di Slow Food. Un’occasione per far conoscere una tradizione nata dal rapporto quotidiano con il mare, dal lavoro dei pescatori e dalla capacità delle comunità di trasformare ingredienti semplici in alimenti essenziali e nutrienti.A illustrare l’origine della preparazione e il suo legame con la vita delle famiglie mazaresi è stata la presidente della Condotta, Serafina Di Rosa.
Nel corso dell’incontro, la Vastedda dei pescatori è stata degustata insieme alla cipolla di Partanna, inserita nell’Arca del Gusto di Slow Food. L’abbinamento ha messo in dialogo due prodotti rappresentativi della tradizione agroalimentare siciliana, valorizzando la biodiversità e i saperi locali.La Vastedda nasce dall’esperienza delle famiglie e degli uomini di mare di Mazara del Vallo, che nel pane trovavano un alimento pratico, sostanzioso e adatto alle lunghe giornate trascorse in mare.
Recuperare e promuovere oggi questa preparazione significa preservare una parte della memoria gastronomica della città e restituirle visibilità anche oltre i confini locali.Particolarmente rilevante è stata la collaborazione con i Presìdi Slow Food del Belice e con la Comunità Slow Food per la valorizzazione del Belice. La sinergia ha rafforzato il legame tra le diverse espressioni della biodiversità e della cultura alimentare del territorio, confermando il ruolo della rete Slow Food nella promozione condivisa dei prodotti locali e nel sostegno alle comunità, ai produttori e ai saperi tradizionali.L’iniziativa è stata realizzata grazie alla collaborazione tra l’Antico Forno di Francesco Marrone, l’azienda Poiatti e la Civica Amministrazione di Mazara del Vallo, unite dall’obiettivo di tutelare la biodiversità, valorizzare le tradizioni e promuovere l’identità territoriale.«La Vastedda dei pescatori rappresenta una parte della storia di Mazara del Vallo – dichiara la presidente della Condotta Slow Food “Il Vallo di Mazara”, Serafina Di Rosa –.
Attraverso il cibo raccontiamo il rapporto tra una comunità e il proprio territorio, custodendo saperi e tradizioni che rischierebbero altrimenti di andare perduti. La collaborazione con i Presìdi e con la Comunità Slow Food per la valorizzazione del Belice conferma quanto sia importante fare rete per promuovere insieme il patrimonio agroalimentare siciliano».La partecipazione a Terra Madre ha rappresentato un’importante occasione di promozione per il patrimonio gastronomico mazarese e un momento di confronto con realtà impegnate nella tutela della biodiversità e delle culture alimentari locali.Da Mazara del Vallo al Belice, fino a Torino, la Vastedda dei pescatori si conferma ambasciatrice di una comunità e della sua identità: una storia di mare, pane e tradizione che continua a vivere.