Mazara, CCRIAM: "tra richieste di trasparenza e memoria corta: il caso dei dati sull'acqua mai resi pubblici"
Riceviamo e pubblichiamo la seguente nota:
La richiesta di chiarezza sulla questione acqua a Mazara, avanzata di recente da Fratelli d'Italia è un fatto positivo, si accende un altro riflettore su due problemi abbastanza gravi, legati all'acqua: l'inquinamento da nitrati e la scarsità.
Dell'altro pericolo della privatizzazione non parlano e il CCRIAM sceglie di non parlarne, al momento.
Si è svegliato anche l'ex sindaco Cristaldi, anch'egli chiede i dati analitici dell'acqua.
E va bene, si alza un'altra voce.
Serve al CCRIAM, è quello che hanno sempre auspicato: fare massa critica.
Nei due casi citati si rileva però qualcosa che ha dell'assurdo, se non dello scandaloso.
E per dimostrarlo c'è bisogno di fare storia.
Il CCRIAM, in data 12 agosto 2025,
fa richiesta di accesso agli atti, a firma Silvana Mannone, per sapere se, dopo l’entrata a regime del potabilizzatore voluto dall’amministrazione comunale per garantire acqua potabile al quartiere Trasmazzaro-Tonnarella, i valori dei nitrati si sono effettivamente abbassati e se l’acqua distribuita nelle altre zone della città è realmente potabile.
Lo fa a nome dei cittadini che non sono sicuri della potabilità dell'acqua, visto che sul sito ufficiale del comune i dati analitici non vengono più pubblicati.
Tre richieste ancora vengono presentate nella stessa data: due da parte di Cittadinanza Attiva, a firma Vincenzo Montalbano, e una da parte della cittadina Adriana Cavasino.
Entrambi si sono uniti al CCRIAM condividendone la battaglia, cosa sempre auspicata dal CCRIAM che è nato per spontanea adesione di cittadini responsabili al di là delle loro appartenenze politiche o associative.
Le tre richieste di cui sopra, con delle differenze specifiche, hanno un obiettivo comune: ottenere documentazione sul funzionamento del denitrificatore.
Allo scadere dei termini entro i quali per legge gli uffici devono consentire l'accesso agli atti, viene convocato solo il rappresentante di Cittadinanza Attiva, nella persona di Vincenzo Montalbano. Gli altri due richiedenti, malgrado non convocati, si presentano lo stesso insieme a lui in comune.
I tre, accompagnati da due componenti del CCRIAM ed esattamente da Andrea Fiducioso e Giovanni Giaramidaro, non trovano negli uffici alcuna documentazione disponibile fra quella richiesta dal convocato e , a maggior ragione, fra la restante richiesta dai non convocati.
Non entrando nel merito della professionalità che in quella occasione hanno dimostrato i vari responsabili degli uffici cui erano indirizzate le rrichieste
https://www.facebook.com/share/p/1EKD91R6A3/?mibextid=wwXIfr e non volendo appesantire con il resoconto di settimane di rinvii, passaggi da un ufficio all’altro, appuntamenti fissati e rinviati, documenti irreperibili e continue richieste di attendere, qui ci si limita a dare notizia che dopo circa due mesi di accessi e solleciti i richiedenti sono usciti dagli uffici convinti di avere finalmente ottenuto qualcosa, ma una volta esaminata la documentazione hanno constatato di avere in mano ben poco.
Non c'è traccia dei dati analitici dell'acqua, tutto è secretato.
Il resto della documentazione fornita è parziale.
Nello stupore viene ricordato il rimando a ricerca personale sul sito del comune, con leggerezza consigliato.
Consiglio che ancora oggi appare paradossale.
Se le risposte fossero state nel sito, perché sarebbero state avanzate quattro richieste di accesso agli atti?
Non resta che fare ricorso al TAR.
Ma il passo è duro: mancano le risorse finanziarie. E sicuramente a questo ha pensato chi ha voluto che le richieste non venissero soddisfatte.
Questa è storia, documentata sulla pagina Facebook Comitato Tutela Ambiente, visionabile da parte di chi volesse trovare tutti i particolari della vicenda.
Ma veniamo a ciò che oggi al CCRIAM appare assurdo e scandaloso.
Come mai esponenti di Fratelli d'Italia, che al tempo delle quattro richieste di accesso agli atti erano in giunta ad ammministrare questa città, come mai non sapessero di un problema, di più problemi legati all'acqua ?
Stupisce questa improvvisa attenzione, questo accorato reclamo alla trasparenza sul bene che ora scoprono essere primario.
Stupisce che non abbiano saputo delle quattro richieste di accesso agli atti, aventi come oggetto proprio ciò che adesso essi reclamano.
Anche l'ex sindaco Cristaldi fa le stesse richieste, lui che poco e niente ha fatto per l'acqua durante le sue due sindacature, lui che non mai pubblicato le analisi dell'acqua.
Dunque funziona così a Mazara: se fai parte della giunta o sei il sindaco, ignori i diritti dei cittadini, se vieni cacciato fuori o è scaduto il termine del tuo mandato, ti accorgi che i cittadini hanno ragione e fai tue le loro richieste.
Qui a Mazara si fa così.
Non certo come ad Atene al tempo di Pericle.