Mazara, caro carburanti, allarme nella marineria: "la guerra in Iran pesa. Così uscire in mare non conviene più”

Redazione Prima Pagina Mazara

La crisi internazionale legata alla guerra in Iran si riflette anche sulle marinerie del Mediterraneo e in particolare su quella di Mazara del Vallo, tra le più importanti d’Italia. L’aumento dei prezzi del carburante sta infatti mettendo in difficoltà armatori e pescatori, già alle prese con costi elevati e margini sempre più ridotti.

Negli ultimi giorni il prezzo del gasolio per la pesca ha registrato un nuovo aumento, spinto dalle tensioni geopolitiche e dall’incertezza sui mercati energetici. Per un peschereccio, il carburante rappresenta la principale voce di spesa: in molti casi arriva a incidere fino al 60% dei costi di un’uscita in mare. Al porto di Mazara del Vallo la preoccupazione tra i pescatori è palpabile. Molti armatori temono che, se i prezzi dovessero restare a questi livelli, alcune imbarcazioni potrebbero ridurre ulteriormente le giornate di pesca o restare ferme in banchina. "Una volta con il pescato coprivamo le spese e rimaneva qualcosa per l’equipaggio", racconta Antonino, pescatore mazarese con oltre trent’anni di esperienza. "Adesso tra gasolio, attrezzature, materiali, manutenzione diventa sempre più difficile. Se il carburante continua a salire, uscire in mare rischia di non convenire più".

Situazione simile anche per i pescherecci più grandi della flotta locale. «Per una battuta di pesca consumiamo migliaia di litri di gasolio», spiega un armatore. "Basta che il prezzo aumenti di qualche decina di centesimi e i costi salgono di migliaia di euro. Così diventa complicato programmare il lavoro".

La marineria di Mazara del Vallo rappresenta uno dei principali poli della pesca nel Mediterraneo e coinvolge centinaia di lavoratori tra pescatori, cantieri navali, commercianti e imprese di trasformazione del pesce. Per questo gli operatori temono ripercussioni su tutta la filiera. "Qui la pesca non è solo lavoro, è economia per tutta la città anche se la flotta si è molto ridotta negli ultimi anni", sottolinea un altro pescatore incontrato sul molo. "Se le barche restano ferme, si ferma anche tutto il resto".

Le associazioni del settore chiedono interventi urgenti per sostenere il comparto e contenere l’impatto dei rincari energetici. Senza misure di supporto, avvertono gli operatori, la crisi del carburante potrebbe tradursi in una riduzione delle attività di pesca e in un aumento dei prezzi del pesce al consumo.

Intanto, tra i moli del porto di Mazara del Vallo, l’attenzione resta puntata sull’andamento dei mercati energetici e sull’evoluzione del conflitto in Medio Oriente. "Il mare è sempre stato difficile", conclude Antonino. "Ma quando il gasolio costa troppo, la pesca diventa ancora più dura"