Mazara, Capo Feto, al via le ispezioni al metanodotto Algeria-Italia: verifiche in mare fino al 15 dicembre

Redazione Prima Pagina Mazara

Prendono il via oggi, 27 ottobre, nelle acque antistanti Capo Feto, a Mazara del Vallo, le operazioni di ispezione delle condotte sottomarine del metanodotto che collega Algeria e Italia attraverso la Tunisia e il Canale di Sicilia. Le attività, che proseguiranno fino al 15 dicembre, riguarderanno un’infrastruttura strategica per l’approvvigionamento energetico nazionale, il cui punto di ingresso in Italia è proprio la costa mazarese.

I lavori sono stati autorizzati e disciplinati dalla Capitaneria di Porto di Mazara del Vallo con un’apposita ordinanza, finalizzata a garantire la sicurezza della navigazione e la tutela dell’ambiente marino. Le verifiche saranno eseguite dalla società Fugro GB Ltd per conto della Transmediterranean Pipeline Company Ltd, proprietaria delle condotte sottomarine.

Il programma prevede indagini sui fondali per rilevarne morfologia, profondità e caratteristiche biologiche, attraverso sistemi Multibeam Echosounder e Side Scan Sonar. Saranno inoltre controllati la posizione delle tubazioni, il loro grado di interramento e lo stato della protezione catodica, indispensabile per contrastare la corrosione. Per le ispezioni subacquee verrà impiegato anche un ROV, un veicolo telecomandato dotato di telecamere, sistemi di posizionamento acustico e strumenti per individuare le condotte. In caso di anomalie potranno essere disposti ulteriori accertamenti; vicino alla costa sono previsti anche rilievi topografici e aerofotogrammetrici con GPS e drone.

Un’infrastruttura strategica per l’Italia. Il metanodotto TransMed, noto anche come gasdotto Enrico Mattei, collega i giacimenti algerini alla rete nazionale attraversando la Tunisia e il Mediterraneo. Il sistema complessivo si estende per circa 2.475 chilometri fino al punto di arrivo di Minerbio, in Emilia-Romagna. Il tratto sottomarino tra la Tunisia e Mazara del Vallo misura circa 155-160 chilometri e raggiunge profondità superiori ai 600 metri.

La capacità di trasporto del sistema è stata progressivamente potenziata nel corso degli anni e oggi viene generalmente stimata in circa 32-33 miliardi di metri cubi di gas all’anno. I volumi effettivamente transitati sono inferiori alla capacità teorica: nel 2024, secondo i dati pubblicati da Snam, attraverso il punto di ingresso di Mazara del Vallo sono arrivati in Italia circa 21,1 miliardi di metri cubi di gas naturale.

A Capo Feto, in contrada Sicomo, si trova la stazione di arrivo e snodo del metanodotto, collegata alla rete nazionale gestita da Snam Rete Gas. Da qui il gas viene immesso nella rete di trasporto che lo distribuisce verso le altre aree del Paese.

Navigazione limitata e obblighi di sicurezza. Durante le operazioni sarà impiegata la nave “Calypso”, unità battente bandiera italiana lunga poco più di 20 metri, che dovrà essere considerata a manovrabilità limitata. L’ordinanza impone a tutte le imbarcazioni di mantenere una distanza di sicurezza di almeno mille metri dalla nave, evitando interferenze con le attività. È inoltre obbligatorio navigare con prudenza e a velocità ridotta nelle zone circostanti. Le prescrizioni riguardano anche la salvaguardia dell’ecosistema marino: dovranno essere adottate tutte le precauzioni per prevenire inquinamenti, danni alle risorse biologiche e ostacoli alle attività di pesca.

È tassativamente vietato l’impiego di esplosivi. I lavori dovranno svolgersi in condizioni meteomarine favorevoli e con buona visibilità. Eventuali emergenze e situazioni di pericolo dovranno essere segnalate tempestivamente alla sala operativa della Capitaneria. L’ordinanza resterà in vigore per la durata delle operazioni, fino al 15 dicembre, prevedendo sanzioni per chi non rispetterà le disposizioni dell’Autorità marittima.